“TERRE E CIBO”, FILIERE E DISTRETTI NELLA NUOVA RASSEGNA PRIMAVERILE DI CAVOUR



Nell’agricoltura Cavour, paese di 5600 abitanti nelle campagne pinerolesi ai confini con la valle Po, è noto soprattutto per le sue mele di cui custodisce molte antiche varietà, e per le carni essendo il comune torinese con il maggior numero di allevamenti bovini di razza Piemontese. Alle une dedica una storica rassegna novembrina creata nel 1980, Tuttomele, mentre la zootecnia è il fulcro della manifestazione primaverile, Cavour Carne, sbocciata nel 2000. Quest’ultima ora cambia pelle e nome ed un cambiamento che va in profondità. Il 25 e il 26 aprile sarà la prima volta di “Terre e cibo: la carne Piemontese incontra le eccellenze del territorio”. Una rassegna che mette sul mercato e in tavola tutte le varietà della produzione enogastronomica locale coinvolgendo le organizzazioni agricole, le associazioni degli allevatori, i Cuochi della Mole, Slow Food, agriturismi e ristoranti del territorio (a Cavour ce ne sono ben 12), mondo accademico.

 

Sotto la regia del Comune di Cavour e della ProCavour, con il patrocinio delle istituzioni, “Terre e cibo” si annuncia come una manifestazione a 360 gradi, ricca di prodotti alimentati di alta qualità ma anche con tanti approfondimenti sul mondo agricolo e in particolare gli allevamenti. Con un’attenzione speciale, inoltre, per due razze autoctone, la Gallina bianca di Cavour, da cui è poi derivata la Gallina bianca di Saluzzo, e il Suino nero, un maiale estinto che, dopo un’approfondita ricerca genetica, si cerca di recuperare e rilanciare. “Terre e cibo – spiegano il sindaco Sergio Paschetta e l’assessora al Turismo Marta Ardusso – è soprattutto un’occasione di dialogo e incontro tra produttori, allevatori, trasformatori e consumatori, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra chi produce e chi sceglie cosa portare in tavola. Centrale è anche la volontà di accrescere la consapevolezza dei consumatori: ciò che mangiamo è il risultato di un percorso che parte dalla terra, dalla sua cura e dalla sua qualità”.

 

In collaborazione con il Distretto del Cibo Pinerolese “Terre da Tastè” e “grazie al progetto cofinanziato dal PSR 2023-2027 – aggiungono Paschetta e Ardusso – particolare attenzione è dedicata alla filiera corta, alla qualità delle produzioni e alla sostenibilità”.

“Cibo da Tastè” non sarà l’unico Distretto del cibo (in Piemonte ce n’è attualmente una dozzina): ne saranno rappresentati altri, sabato 25 aprile al mercato dei produttori agricoli allestito in piazza Sforzini e nelle vie limitrofe. Domenica 26 aprile ci sarà la Grande Fiera di Primavera; in entrambi i giorni al “Palagusto” saranno preparati pasti completi a self service.

 

Il prologo di “Terre e cibo” giovedì 23 aprile con il convegno “L’allevamento bovino piemontese, presidio di qualità per i consumatori e per l’ambiente”. Tema che sarà ampliato nell’appuntamento di domenica 26 aprile, alle 14, nell’incontro in cui verranno illustrati i risultati di due studi sul rapporto tra bovini e natura: il Bilancio del Carbonio nella Razza Piemontese, ricerca spiegata dal professor Davide Biagini del dipartimento di Scienze Agricole e Forestali dell’Università di Torino sul “reale impatto climatico degli allevamenti bovini”, e il Progetto Selina (Horizon Europe) sui servizi ecosistemici generato dagli allevamenti.