A CHERASCO 2500 VISITATORI PER “IL NOCCIOLO – PROVE IN CAMPO”



L’evento interamente dedicato alla corilicoltura, organizzato da Agrimpresa e Nocciolo Service in collaborazione con Confagricoltura Cuneo, è tornato a Cherasco, in provincia di Cuneo, sabato 23 maggio, con una seconda edizione che si è dimostrata nuovamente un grande successo. L’affluenza è stata importante sin dall’apertura, con ben 2 500 partecipanti tra cui principalmente produttori, tecnici, ricercatori, istituzioni e operatori del settore agricolo  e del comparto corilicolo in particolare.

 

Un evento pensato per chi guarda al futuro con professionalità, un’occasione imperdibile di incontro e crescita per tutti. Prove in campo e dimostrazioni dinamiche di macchinari hanno permesso ai visitatori di osservare da vicino funzionalità, applicazioni e vantaggi delle nuove tecnologie dedicate ai noccioleti, su una superficie di ben 10 ettari. L’area espositiva, sviluppata su un percorso di oltre 1 chilometro, ha accolto un centinaio di espositori e aziende specializzate provenienti da tutta Italia con 200 marchi rappresentati, mentre l’area convegni ha ospitato per tutta la giornata incontri e talk di approfondimento dedicati all’evoluzione della filiera.

 

Quest’anno si è posto l’attenzione sulla robotica e sui sistemi per la distribuzione del polline, ma anche sui sistemi sulla conduzione del noccioleto biologico e gli “Insetti utili per la difesa biologica del noccioleto”, in un’ottica di crescente attenzione verso pratiche sostenibili, gestione integrata e riduzione dell’impatto ambientale.

 

L’area convegni ha visto avvicendarsi, nel corso della giornata, talk di approfondimento tra cui, molto apprezzato, quello su “La Nocciola Piemonte IGP e la Nocciola Piemonte IGP delle Langhe: prodotti di eccellenza, risorsa e valorizzazione di un territorio”, organizzato da Confagricoltura Cuneo con il contributo della Regione Piemonte e del nuovo brand “PiemonteIS – Eccellenza Piemonte”. Il confronto ha messo al centro il valore strategico di un prodotto certificato IGP, riconosciuto come elemento distintivo dell’eccellenza piemontese e strumento fondamentale per la promozione e la valorizzazione del territorio. Dieci relatori tra cui il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e Paolo Balocco, direttore della direzione Agricoltura e Cibo dell’assessorato guidato da Paolo Bongioanni, hanno evidenziato le qualità della Nocciola Piemonte IGP e della Nocciola Piemonte IGP delle Langhe. Si ricorda anche la partecipazione di Agrion, Inoq, Dipartimento di Prevenzione della ASL CN2, per la parte istituzionale della tavola rotonda.

 

Un secondo giro di interventi ha  coinvolto storiche aziende blasonate di dolciumi del Piemonte – Sebaste, Venchi e Galup -, l’azienda agricola Gallesio Sandro, produttrice e trasformatrice in Benevello e il Consorzio di Tutela della Nocciola Piemonte IGP. Era quindi presente l’intera filiera, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dagli organizzatori e della consapevolezza di unire le forze per superare le non poche difficoltà del momento, come ha ripreso il presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, Enrico Allasia: “Con questa manifestazione abbiamo voluto mettere in luce il grande lavoro di squadra che si sta facendo sul comparto corilicolo: da una parte c’è il mondo della ricerca e dell’innovazione, che può aiutare le aziende a migliorare la produzione e le rese per ettaro, soprattutto visto il peso che, negli ultimi anni, i cambiamenti climatici stanno avendo sulla produttività dei noccioleti. Dall’altra c’è il lavoro che oltre a Confagricoltura coinvolge la Regione Piemonte, associazioni di produttori, consorzi e marchi di qualità, fondamentale per valorizzare sempre di più questa coltura e comunicarne il valore aggiunto.


La provincia di Cuneo, sia in termini di superfici, sia per l’economia generata dalla filiera sui territori, rappresenta un patrimonio strategico. Per questo tutti dobbiamo fare uno sforzo comune: è necessario alzare ulteriormente il livello della ricerca, della promozione e dell’innovazione per garantire continuità e futuro a questa coltivazione – ha proseguito Allasia -. Dobbiamo, inoltre, far comprendere al consumatore che l’agricoltura oggi è persegue una sostenibilità tridimensionale, ovvero economica, sociale e ambientale, e che la corilicoltura piemontese risponde pienamente ai parametri ESG, tutela il territorio e l’ambiente ed è portata avanti da aziende virtuose che, in molti casi, svolgono anche un importante ruolo sociale, coinvolgendo nel lavoro persone svantaggiate e contribuendo alla vitalità delle comunità locali”.