A TAVOLA CON CAMILLO BENSO
Negli ultimi due anni, avevo incontrato Elena Capello e la figlia Valentina, a diverse presentazioni organizzate dal circuito Mangébin, in occasione di grandi eventi (Salone del Gusto, ATP Finals, Cioccolatò). La promessa, finalmente mantenuta questa settimana, era di andarle a trovare nella loro locanda, intitolata al Conte che, a Santena, non poteva che essere Camillo Benso di Cavour. La presenza del grande statista aleggia ovunque, la casa, o meglio il castello di famiglia, dista pochi metri e la sua passione per la buona tavola era conosciuta quasi quanto la sua abilità politica.
Concretezza è il termine che mi sembra riassumere al meglio il pranzo; una proposta che, sin dal nome del locale, non poteva che essere imperniata sulla tradizione anzi, come riportato all’ingresso, sull’antica cucina piemontese. E mi sorge spontanea una considerazione, alla luce del mio peregrinare delle ultime settimane: la nostra regione è ancora costellata da tantissime tavole dove la fuffa enogastronomica ancora non ha colpito e i piatti sono quelli veri, non contaminati da mode, influenze straniere o di pseudo guru che dedicano il tempo a distruggere o per lo meno a danneggiare quanto i nostri avi hanno tramandato.
Rustiche le sale, gradevole il cortile interno che mi ha accolto, una dimora che ti riceve come ospite e non come cliente, anche quando non ti conoscono. Sorridenti, gentili e premurose, le signore di casa ti fanno sentire a tuo agio. La carta propone la tavolozza della nostra storia, con un interessante menu degustazione a 35 euro. In questa stagione, l’asparagiata a 42 euro è imprescindibile per gli amanti del verde turione, che assurge a specialità del comune alle porte del capoluogo, seconda per importanza solo al già citato fautore dell’Unità Nazionale.
Causa i numerosi impegni della settimana mi sono “limitato” alla selezione di 4 antipasti con deliziose acciughe al verde servite con crostino e burro, vitello tonnato dalla salsa leggerissima, flan di verdura con crema di Parmigiano, accompagnato da marmellata di cipolle cotte con vino e cannella e un notevole tortino di caprino con pere caramellate al balsamico. Il nome potrebbe fuorviare, difatti è un cestino di frolla con mousse di formaggio, assolutamente da provare. Gli asparagi non potevo non assaggiarli e, oltre a farcire il quadratino di frittata servita come amuse-bouche, li ho gustati fritti, preparazione non così scontata da trovare. La pasta è fatta in casa e sarà sicuramente oggetto di una prossima visita. Nei fine settimana, a volte, il pane è fatto in casa e i grissini, siamo a Santena, non possono che essere di Feyles. I dolci li avevo provati negli incontri precedenti, fuori sede, e ho un ottimo ricordo del bonet e della mousse ai tre cioccolati.
Elena mi ha raccontato di come è nato il locale nel 2013, quando ancora era una dipendente comunale che, per molti anni, si è divisa tra ufficio e cucina per poi dedicarsi completamente alla sua passione che ha condiviso con la figlia cui vorrebbe passare il testimone e che per ora si destreggia tra sala e cucina, come ottimo alter ego della mamma. E poi, fra poco, possiamo esserne certi, arriverà il supporto della nipote Alessia, che sta finendo il primo anno all’istituto alberghiero Bobbio di Carignano. Il destino del conte sembra essere quello della gestione femminile, e siamo in buone mani con le … contesse del luogo.
E la carta dei vini? Giusta, equilibrata e con le denominazioni che contano. Come prescritto da Mangébin, una maggioranza di cantine piemontesi di cui almeno il 10% torinesi. Non posso che apprezzare! Piacevolissimo il liquore fatto in casa, verde intenso, a base di limoncina.
Piacevolissimo il liquore fatto in casa, verde intenso, a base di limoncina.
Da notare anche il vasellame, vintage, come richiede l’ambiente con sola qualche piccola eccezione per impiattamenti moderni che ci ricordano che siamo nel 2026.
La Locanda del Cont
Via Marta Tana, 5 - Santena (To)
Tel. +39 333 953 1738
https://www.lalocandadelcont.it/ - locanda_cont@libero.it