AGEA STANZIA 17,4 MILIONI PER LA ZOOTECNIA DI MONTAGNA
Con la circolare n. 45783 del 27 maggio 2026 Agea ha disposto la rimodulazione del saldo PAC campagna 2025, destinando 17,4 milioni di euro aggiuntivi alla zootecnia montana e delle aree interne. Il provvedimento interviene in un momento di particolare difficoltà per il comparto lattiero-caseario italiano, segnato da mesi da un calo strutturale dei prezzi alla stalla riconducibile alla sovrapproduzione europea. Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha dichiarato che la misura risponde all'esigenza di sostenere le aziende zootecniche che operano in condizioni strutturalmente più difficili, svolgendo una funzione non soltanto produttiva ma di presidio territoriale, tutela del paesaggio e contrasto allo spopolamento.
Il provvedimento: la circolare Agea n. 45783 del 27 maggio 2026
Il meccanismo utilizzato da Agea è la rimodulazione delle economie registrate nell'ambito del saldo PAC campagna 2025, ossia risorse che si sono rese disponibili senza intaccare i comparti già beneficiari del sostegno accoppiato a superficie, ai quali viene garantito il valore massimo previsto. L'intervento si articola su due direttrici principali. La prima riguarda l'Ecoschema 4 (avvicendamento colturale): le risorse vengono indirizzate a incrementare ulteriormente del 6% gli importi unitari, in aggiunta all'aumento del 5% già attribuito con circolare Agea n. 31912 del 15 aprile 2026. La seconda, e più consistente, concentra 17,4 milioni di euro sulla zootecnia di montagna e delle aree interne.
Nel dettaglio il contributo unitario per capo bovino da latte nelle zone svantaggiate di montagna passa da 109,90 a 125,68 euro, con un aumento del 14% rispetto a quanto stabilito dalla circolare di aprile scorso. Secondo la nota ufficiale di Agea, si tratta di "un segnale importante a favore di un modello allevatoriale che contribuisce non solo alla produzione agricola, ma anche al presidio del territorio, alla prevenzione dell'abbandono, alla tutela del paesaggio, salvaguardando la sostenibilità economica minacciata da incrementi dei costi di produzione e un calo dei prezzi".
La zootecnia di montagna: una vulnerabilità specifica
La destinazione specifica delle risorse Agea agli allevamenti di montagna e delle aree interne non è casuale. Questi allevamenti esprimono costi strutturalmente più alti della media a causa di una serie di fattori: logistica complessa, infrastrutture limitate, condizioni meteo-climatiche sempre più variabili. Tutti elementi che non consentono a queste imprese di competere in efficienza con le aziende di pianura. Sono tuttavia gli unici soggetti in grado di mantenere vivi territori altrimenti a rischio di spopolamento e abbandono. L'incremento da 109,90 a 125,68 euro per capo (bovini da latte in zona di montagna) rappresenta perciò un sostegno alla marginalità di aziende per le quali la fase di prezzo basso rischia di essere letale, non solo economicamente ma come presidio sociale.
Il meccanismo scelto, ovvero la rimodulazione di economie PAC della campagna 2025, consente di aumentare le risorse senza generare nuovi oneri di bilancio e rispettando i vincoli normativi comunitari. I saldi definitivi potranno ora essere corrisposti entro i termini previsti, aggiungendo così certezza e tempestività all'erogazione.