AGRINTESA CONSOLIDA LE RADICI IN CALABRIA

C'è un filo che lega la pianura padana alle colline della Sibaritide e alla Piana di Gioia Tauro. Si chiama cooperazione, e porta il nome di Agrintesa. La grande cooperativa ortofrutticola di Faenza ha scelto Castrovillari per presentare il proprio progetto di sviluppo in Calabria, in un evento - "Radici di Futuro. Progetti, investimenti e sviluppo per una frutticoltura innovativa" - che ha riunito soci e produttori, istituzioni, partner della grande distribuzione e giornalisti.

I numeri: 3.500 soci, 2.300 dipendenti, un valore della produzione che al 30 aprile 2026 tocca i 450 milioni di euro. La cooperativa gestisce complessivamente 10.500 ettari a frutteto, 7.000 a vigneto e 600 a orticole, con una presenza articolata su più regioni italiane, tra cui la Calabria che ne è oggi parte integrante e strategica.

 

Due anni dopo la fusione con OSAS

 

Il punto di partenza di questo rafforzamento al Sud è la fusione per incorporazione di OSAS, storica cooperativa di Castrovillari specializzata in drupacee e agrumi, effettiva dal 1° giugno 2024. Un'operazione che ha portato in dote ad Agrintesa 1.282 ettari complessivi in Calabria, distribuiti su due areali produttivi di riferimento: Cosenza/Castrovillari e Reggio Calabria/Gioia Tauro/Rosarno. Attualmente sono 173 i soci produttori calabresi e 151 i dipendenti impiegati nello stabilimento di Castrovillari. "La Calabria è un territorio centrale nello sviluppo di Agrintesa", ha dichiarato Cristian Moretti, direttore generale della cooperativa. "Qui troviamo condizioni pedoclimatiche favorevoli, competenze produttive importanti e un calendario che ci consente di diversificare e di servire al meglio la nostra clientela".

 

Il kiwi: Agrintesa primo produttore europeo

 

Con 3.300 ettari complessivi dedicati all'actinidia, Agrintesa è il primo produttore europeo di kiwi. La Calabria contribuisce con 647 ettari, pari al 19,6% della superficie totale a kiwi della cooperativa. Un dato che si inserisce in un contesto regionale ancora significativo: la Calabria rappresenta circa l'11% della produzione nazionale di kiwi, pur in un quadro generale di difficoltà legate alla moria della pianta e alle siccità ricorrenti.

La gamma "made in Calabria" comprende cinque tipologie: Hayward e Dulcis a polpa verde, SunGold e JinGold a polpa gialla, Oriental Red a polpa rossa. Un'offerta ampia, segmentata tra varietà premium e mass market, che risponde alle diverse esigenze della grande distribuzione.

 

Drupacee e il progetto Ondine

 

La seconda filiera di peso è quella delle drupacee, con 442 ettari in Calabria tra pesche, nettarine, pesche piatte e nettarine piatte. Ed è proprio sulle piatte che si concentra uno dei progetti più ambiziosi presentati a Castrovillari: Ondine, programma esclusivo dedicato a pesche e nettarine piatte che coinvolge 5 Paesi europei e 4 player italiani. Agrintesa nel 2026 conta 194 ettari a Ondine, pari al 17,3% del totale dei partner del progetto.

Il consigliere Luigi Nola ha ricordato come questo progetto segni una svolta: "Dimostriamo che la cooperativa si è rinnovata, ma ha ambizioni maggiori rispetto al passato". L'assessore regionale all'Agricoltura Gianluca Gallo ha sottolineato come la Calabria abbia "un ruolo di leadership assoluto" nel comparto drupacee.

 

Lo stabilimento di Castrovillari: un asset tecnologico

 

Al centro del sistema produttivo calabrese c'è lo stabilimento di Castrovillari, che Moretti descrive come "un asset fondamentale". La struttura dispone di 10.000 tonnellate di capacità frigorifera e 180 tonnellate al giorno di capacità di confezionamento, con impianti di nuova generazione. La campagna 2026 si preannuncia in piena produzione, con volumi in crescita rispetto agli anni precedenti.

 

Il Gruppo Alegra porta la Calabria sui mercati

 

La valorizzazione commerciale delle produzioni calabresi è affidata al Gruppo Alegra, che attraverso le proprie società (Alegra, Valfrutta Fresco e Brio) distribuisce sui mercati nazionali ed esteri. Come ha spiegato il direttore generale Mauro Laghi, la Calabria permette di "ampliare il calendario, anticipare alcune produzioni e rafforzare l'offerta in finestre tardive, garantendo maggiore continuità di fornitura alla distribuzione moderna". Un ruolo specifico è quello del biologico: Clementine di Calabria IGP, arance bionde, kiwi e kaki bio viaggiano a marchio Alce Nero.

 

La cooperazione è una risposta strutturale

 

Il presidente di Agrintesa Aristide Castellari ha chiuso i lavori richiamando il valore più profondo dell'iniziativa. "Agrintesa è nata e continua a crescere mettendo al centro i soci. Anche in Calabria abbiamo portato avanti il nostro modello cooperativo: aggregare, dare rappresentanza democratica ai produttori, offrire strumenti tecnici e commerciali, garantire correttezza, legalità e rispetto del lavoro. La cooperazione è una risposta concreta alle esigenze dei territori perché permette alle aziende agricole di non essere sole".

Una visione che trova riscontro anche sul piano istituzionale: la Calabria è la terza regione per numerica di soci conferitori di Agrintesa, dopo l'Emilia-Romagna e il Lazio.