AGROALIMENTARE LIGURE, FINALBORGO CELEBRA UN PILASTRO DELLA DIETA MEDITERRANEA.



E' stata dedicata alla cucina italiana patrimonio mondiale Unesco la ventiduesima edizione del Salone Agroalimentare Ligure, ospitata nei chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, in provincia di Savona. Un'edizione purtroppo avversata dal maltempo nella giornata centrale della rassegna, sabato 14 marzo, che ha comunque permesso di portare al pubblico l'eccellenza dei prodotti della terra ligure. E di rimarcare l'importanza della Dieta Mediterranea come corretto stile di vita e pratica di prevenzione primaria.

 

Il Salone è stato anche l'occasione per fare il bilancio dell’inverno appena trascorso che, in Liguria, "è stato più simile a quelli tradizionali, consentendo eccellenti produzioni vernine e ottime prospettive di produzione anche per le prossime stagioni. E di costituire eccellenti riserve idriche per le prossime stagioni", ha sottolineato Giovanni Minuto, direttore del Centro di sperimentazione e assistenza agricola della Camera di Commercio Riviere di Liguria Imperia, La Spezia, Savona.

 

La rassegna è stata aperta venerdì 13 marzo dal convegno "Radici di qualità, patrimonio di gusto", con un excursus sullo scrigno di biodiversità e qualità dell'agricoltura ligure e il ruolo degli alimenti locali, in particolare ortaggi, erbe aromatiche, pesce azzurro, come pilastri della Dieta Mediterranea della tradizione regionale ligure.

 

L'incontro inaugurale è stato anche occasione di un focus sull'olio extravergine Riviera ligure DOP, in particolare sull'Oliva taggiasca che il 2 ottobre 2025 ha ottenuto l'Igp. Giorgio Lazzaretti, direttore del Consorzio di tutela dell'olio extravergine di oliva Riviera DOP, ha ricordato il peso dell'evo ligure certificato, pari al 6-7% del totale nazionale, con una quota tra il 12 e il 15% del valore economico di tutta la filiera italiana, coltivazione su 2500 ettari con 730.000 piante, per un totale di produzione media di 6.225 quintali all'anno. Le cultivar liguri conosciute sono 28.

 

Lazzaretti ha insistito sulla necessità di fare riconoscere di più al consumatore il valore dell'olio extravergine certificato e il lavoro che sta dietro "per salvare la produzione e migliorarla sempre di più nell'interesse dei consumatori e dei produttori", l'importanza dell'aiuto che può venire dall'innovazione "per esempio, l'uso dei droni negli uliveti per fronteggiare l'attacco della mosca dell'oliva”.

"La biodiversità della terra di Liguria non è solo ricchezza. - ha osservato Giovanni Minuto -  È anche un osservatorio sulla reazione delle piante ai cambiamenti climatici che si verificano in natura e per mano dell'uomo. Preservare le antiche varietà è una ciambella di salvataggio”.