AGRONETWORK AL VINITALY: FRENA L’EXPORT DELLE BEVANDE ITALIANE, MERCATO IN RICOMPOSIZIONE

Verona, aprile 2026 – Il settore italiano delle bevande mantiene una forte proiezione internazionale ma nel 2025 entra in una fase di rallentamento, condizionata dal contesto macroeconomico globale. È quanto emerge dai dati Nomisma presentati a Vinitaly nel corso dell’incontro promosso da Agronetwork, ospitato nell’area di Confagricoltura, che si conferma piattaforma di riferimento per il confronto tra le principali filiere del beverage.

Al centro del dibattito, che ha visto la partecipazione dei vertici delle associazioni di settore e del sistema produttivo, il ruolo strategico delle bevande nel Made in Italy e le prospettive di mercato. Confagricoltura ha svolto un ruolo attivo nel coordinare il confronto, con la presenza del direttore generale Roberto Caponi e del vicepresidente Giordano Emo Capodilista, insieme al segretario generale di Agronetwork Giulia Callini, promotrice dell’iniziativa.

 

I dati Nomisma delineano un comparto solido: oltre 3.100 imprese industriali, 42.700 addetti e un fatturato di 26,3 miliardi di euro, di cui 11,9 miliardi legati all’export. Tra il 2019 e il 2025 le esportazioni sono cresciute del 28%, confermando la forte vocazione internazionale del comparto. Tuttavia il 2025 segna una battuta d’arresto, con una flessione del 2,5%, dovuta in particolare al rallentamento della domanda in mercati chiave quali Stati Uniti, Regno Unito e Germania.

Il quadro emerso a Verona evidenzia una fase di transizione. Le tensioni geopolitiche, l’inflazione e l’aumento dei costi di produzione stanno incidendo sulla competitività delle imprese e sulla dinamica degli scambi. In questo contesto Confagricoltura richiama la necessità di rafforzare il coordinamento di filiera e di sostenere le imprese nell’adattamento a uno scenario più complesso.

 

Roberto Caponi ha sottolineato come l’attuale fase richieda una riflessione strategica condivisa, evidenziando l’impatto dell’incertezza internazionale sui consumi e sull’organizzazione delle filiere. Giordano Emo Capodilista ha ribadito il valore della presenza a Vinitaly quale occasione per consolidare il dialogo tra agricoltura e industria, in una logica di integrazione sempre più necessaria.

Sul fronte della domanda interna il 2025 conferma una ricomposizione dei consumi. Si registra una flessione dei volumi per vino, spirits e soft drink, mentre crescono birra e acque minerali. Il cambiamento riflette nuovi orientamenti dei consumatori, sempre più attenti a salute, qualità e moderazione, con una crescente diffusione di prodotti low e no alcol.

 

Le tendenze evidenziate da Nomisma indicano un’evoluzione strutturale del mercato: il consumo si orienta verso prodotti ad alto valore aggiunto, legati all’identità territoriale e all’esperienza complessiva. In questo scenario, il turismo enogastronomico rappresenta una leva sempre più rilevante per la promozione del Made in Italy.

Il ruolo dell’agricoltura si conferma centrale. Le filiere delle bevande dipendono dalla qualità delle produzioni agricole e sono sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico e all’aumento dei costi energetici. Da qui l’esigenza, ribadita nel confronto promosso da Agronetwork, di investire in innovazione, sostenibilità e gestione efficiente delle risorse.

Giulia Callini ha evidenziato come lo spazio Confagricoltura a Vinitaly si confermi, per il terzo anno consecutivo, luogo di sintesi e dialogo dell’intero comparto beverage. L’attenzione crescente verso cibo di qualità e salute, emersa anche dalle indagini demoscopiche sui consumi, indica la direzione verso cui orientare l’offerta.