ALTA MURGIA, 4.000 ETTARI PERCORSI DAL FUOCO: AGRICOLTORI DENTRO LA STRATEGIA ANTINCENDIO

Secondo Confagricoltura Bari-BAT sono circa 4.000 gli ettari di boschi, pascoli e superfici rurali interessati dall'incendio divampato il 25 agosto nel Parco nazionale dell'Alta Murgia. Il bilancio riporta nuovamente al centro il ruolo delle aziende agricole nella prevenzione degli incendi: durante l'emergenza gli agricoltori sono intervenuti con mezzi propri, conoscenza della viabilità rurale e realizzazione di fasce di contenimento. Ora l'organizzazione agricola chiede che questo contributo diventi strutturale. In un territorio dominato da pascoli, seminativi, vegetazione spontanea e superfici naturali, la gestione agricola entra direttamente nella prevenzione. Il Parco nazionale dell'Alta Murgia aveva già impostato la campagna antincendio boschivo 2026 proprio sul coinvolgimento degli operatori agro-zootecnici, con convenzioni annuali che prevedono il loro impegno nelle attività di sorveglianza e di rifornimento idrico dei mezzi AIB, affiancate al monitoraggio svolto dalle associazioni di volontariato.

 

Prevenzione agricola, non soltanto spegnimento


La proposta avanzata dopo l'incendio da Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari-BAT, punta a rafforzare un modello già avviato. "Siamo di fronte a uno dei disastri ambientali più gravi degli ultimi anni nel nostro territorio", dichiara Del Core, che chiede di istituzionalizzare la collaborazione con le aziende agricole, riconoscendole come presidi di vigilanza sul territorio. Il vantaggio operativo degli agricoltori deriva dalla presenza continuativa sul territorio: accesso alle strade interpoderali, disponibilità di trattori e attrezzature, conoscenza dei punti d'acqua e possibilità di segnalare rapidamente i focolai. Il tema diventa ancora più rilevante considerando le condizioni meteorologiche nelle quali è maturata l'emergenza. La Regione mantiene inoltre dal 15 giugno al 15 settembre lo stato di grave pericolosità per gli incendi nelle aree boscate, cespugliate, arborate e a pascolo, dichiarato con Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 299 del 25 maggio 2026. Alla data del 29 agosto la Protezione civile regionale continuava a pubblicare quotidianamente il Bollettino incendi boschivi, a conferma che la campagna AIB è ancora pienamente operativa.

 

Droni, satelliti e manutenzione delle superfici

 

Confagricoltura propone di affiancare al presidio agricolo droni e sistemi satellitari, insieme a procedure più snelle per la manutenzione dei confini aziendali e delle fasce tagliafuoco. La tecnologia può ridurre i tempi di individuazione del focolaio; la gestione delle superfici interviene invece sulla continuità e sulla quantità del combustibile vegetale. È questo il collegamento più diretto con l'agricoltura. Pascolamento controllato, gestione della biomassa, manutenzione della viabilità rurale e delle fasce di sicurezza possono concorrere alla riduzione del rischio, purché inseriti nei piani AIB e compatibili con i vincoli ambientali del Parco.

 

Dopo un incendio quantificato in migliaia di ettari, il costo economico non riguarda soltanto le superfici bruciate. Per un'azienda zootecnica la perdita di pascolo significa minore disponibilità alimentare e maggior ricorso a foraggi acquistati; per il territorio significa perdita temporanea di servizi ecosistemici e maggiori costi di ripristino. L'Alta Murgia dispone già di un modello che coinvolge formalmente gli operatori agro-zootecnici. La questione aperta dal rogo di agosto è quindi concreta: passare dalla collaborazione stagionale a una gestione agro-silvo-pastorale della prevenzione sostenuta economicamente, programmata durante tutto l'anno e integrata con il sistema regionale antincendio.