ASSICURAZIONI AGEVOLATE: IL CASO LIGURIA RIACCENDE IL CONFRONTO
In Liguria, nella Piana di Albenga, ci sono aziende florovivaistiche che si trovano a dover fronteggiare richieste di pagamento integrale dei premi assicurativi agevolati a causa di contributi pubblici non ancora liquidati da Agea per anomalie amministrative. Le ingiunzioni, attivate dai consorzi di difesa tramite società di recupero crediti, stanno trasferendo sulle imprese un onere finanziario rilevante, in assenza di atti formali di inammissibilità delle domande.
“Siamo consapevoli – dichiara Luca De Michelis, presidente di Confagricoltura Liguria – che il consorzio di difesa ha anticipato per conto delle aziende associate la quota di premio coperta dal contributo pubblico. Tuttavia, è altrettanto evidente che le anomalie riscontrate nella maggior parte delle domande, che oggi impediscono l’erogazione dei contributi, derivano da incongruenze tra i dati aziendali e quelli riportati nelle polizze assicurative. In particolare, emergono difformità tra le superfici effettivamente coltivate e registrate nel fascicolo aziendale e quelle dichiarate ai fini assicurativi, con riferimento soprattutto alle aree classificate come serre. Si tratta di discrepanze generate da una diversa interpretazione dei dati territoriali, non imputabile alle imprese, e rilevate da Agea in fase di controllo a distanza di anni dalla sottoscrizione delle polizze agevolate”.
Il sistema delle assicurazioni agevolate, finanziato dalla politica agricola comune, copre produzioni vegetali e allevamenti con contributi pubblici fino al 65% del premio. Agea svolge il ruolo di ente pagatore nazionale. Da quest’anno il Piano di Gestione del Rischio (PGRA) introduce una programmazione biennale e semplificazioni procedurali, tra cui l’eliminazione della manifestazione di interesse unica e una maggiore flessibilità per le polizze monorischio, con l’obiettivo di ampliare l’adesione delle imprese.
Il sistema informatico attuale non consente la correzione delle anomalie, determinando il blocco delle domande di sostegno. Nel frattempo i consorzi di difesa – che hanno anticipato la quota di premio coperta dal contributo pubblico – stanno richiedendo alle aziende il rimborso delle somme non liquidate. Fino alla campagna 2022 gli stessi Consorzi risultavano beneficiari diretti dei contributi per le polizze collettive, elemento che complica ulteriormente il quadro delle responsabilità.
A livello nazionale è in primo piano il tema dei ritardi nei pagamenti di questi contributi. Agea nel 2025 ha disposto erogazioni parziali pari a circa 41 milioni di euro per il comparto vegetale e ulteriori 23 milioni riferiti alla campagna 2023, mentre per le domande relative al 2024 è stata concessa una proroga fino a novembre 2026. Le nuove istruzioni operative per il biennio 2025-2026 introducono controlli più stringenti nell’ambito della Pac, ma il sistema continua a evidenziare criticità nei tempi di liquidazione.Agea ha riconosciuto la diffusione delle anomalie anche in altre regioni e ha avviato un percorso per individuare soluzioni applicative. In Liguria, la Regione ha convocato per l’11 maggio un Tavolo Verde con consorzi di difesa, organizzazioni professionali e compagnie assicurative, con l’obiettivo di chiarire le azioni da intraprendere e ristabilire un equilibrio tra gli attori coinvolti.
La vicenda evidenzia un problema strutturale nella gestione del rischio agricolo: l’efficacia delle assicurazioni agevolate dipende dalla coerenza tra dati aziendali, sistemi informativi e procedure amministrative. In un contesto di crescente esposizione climatica, la tenuta economica delle imprese agricole passa anche dalla capacità del sistema pubblico di garantire tempi certi e regole applicative stabili.