AUGURI A FELICITA E PERPETUA
Oggi 7 marzo il calendario ricorda oggi santa Felicita e santa Perpetua, martiri cristiane di Cartagine del III secolo. Un doppio onomastico che probabilmente passerà quasi inosservato. Non tanto per la memoria delle due sante, quanto per i loro nomi.
Perpetua credo sia rarissima. Personalmente non ho mai incontrato nessuna che si chiamasse così.
Felicita invece qualche traccia l’ha lasciata, almeno nella letteratura, la Signorina Felicita di Guido Gozzano, figura discreta e provinciale che appartiene ormai a un’Italia lontana.
Sono nomi che raccontano un’epoca. Nell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento i calendari dei santi erano spesso la principale fonte d’ispirazione per i registri anagrafici. I nomi nascevano dalla tradizione religiosa e dalla cultura popolare. Erano parole familiari, tramandate di generazione in generazione.
Nelle campagne italiane questo era ancora più evidente. I nomi si ripetevano di generazione in generazione: Giovanni, Giuseppe, Antonio, Maria, Teresa, Caterina. Il primogenito prendeva spesso il nome del nonno (mi chiamo Ercole, come mio nonno, e questo mi da titolo per dire la mia su questo argomento), la primogenita quello della nonna. Altre volte si seguiva semplicemente il santo del giorno. Il nome non era una scelta originale: era una continuità.
Oggi il panorama è diverso. Troviamo Michael scritto in molti modi, Mirko, Kevin, Christian, nomi che arrivano dal cinema, dalla musica, dalla televisione e da una cultura sempre più globale. Anche la grafia cambia: lo stesso nome può presentarsi in varianti diverse.
Non è una rivoluzione. È semplicemente il segno dei tempi. Ogni epoca sceglie i nomi che sente più vicini alla propria sensibilità. I nomi funzionano così: piccole tracce di storia dentro i registri civili. Raccontano ciò che una società legge, crede, ammira o semplicemente ascolta.
E così, mentre oggi quasi nessuno festeggerà Perpetua o Felicita, il calendario continua a ricordare che anche i nomi hanno una storia e che ogni generazione, senza accorgersene, sceglie i propri.
Ercole