BORDEAUX, UN FONDO FONDIARIO PER FERMARE IL CROLLO DEL PREZZO DEI VIGNETI
La regione di Bordeaux interviene sul mercato fondiario viticolo per contenere il crollo dei prezzi dei vigneti, sempre più esposti alla contrazione della domanda e alla perdita di redditività. Il progetto, annunciato dalle autorità locali e riportato da Vinetur, prevede la creazione di un fondo dedicato all’acquisizione e alla gestione dei terreni vitati, con l’obiettivo di riequilibrare l’offerta e stabilizzare il valore degli asset agricoli.
Il contesto è quello di una crisi strutturale del comparto vitivinicolo francese, in particolare per i vini rossi di fascia medio-bassa, storicamente predominanti nell’area bordolese. Secondo dati del Ministero dell’Agricoltura francese e di FranceAgriMer, il consumo interno di vino in Francia è sceso di oltre il 25% negli ultimi vent’anni, mentre le esportazioni hanno mostrato segnali di rallentamento, soprattutto verso mercati chiave quali Cina e Stati Uniti. L’incremento dei costi di produzione - energia, fitofarmaci, manodopera – ha inoltre assottigliato i margini aziendali.
In questo scenario il valore dei vigneti è sceso fortemente. Le quotazioni dei terreni vitati a Bordeaux, secondo SAFER (Sociétés d’aménagement foncier et d’établissement rural), hanno registrato negli ultimi anni una riduzione significativa, con punte di calo superiori al 20% nelle aree meno vocate o con denominazioni meno performanti. La perdita di valore fondiario rappresenta un rischio sistemico, incidendo sulla solidità patrimoniale delle aziende e sulla loro capacità di accesso al credito.
Il fondo fondiario proposto si presenta come uno strumento di politica agricola territoriale. L’obiettivo operativo è duplice: da un lato acquisire vigneti non più economicamente sostenibili, dall’altro favorire la loro riconversione, che può includere l’espianto, il reimpianto con varietà più richieste dal mercato o la destinazione ad altri usi agricoli o ambientali.
Questa misura si affianca ai programmi già attivati di estirpazione volontaria finanziati dall’Unione europea nell’ambito dell’OCM vino. La Commissione europea, attraverso la Pac consente infatti interventi di ristrutturazione e riconversione dei vigneti, con contributi che in Francia hanno già interessato migliaia di ettari. Tuttavia questi strumenti si sono rivelati insufficienti a fronteggiare una crisi che combina fattori strutturali (mutamento dei consumi) e congiunturali (inflazione e instabilità dei mercati internazionali).
Dal punto di vista economico l’introduzione di un fondo pubblico o misto per la gestione dei terreni rappresenta un cambio di paradigma. Si passa da politiche di sostegno al reddito a interventi diretti sul mercato dei fattori produttivi. Un approccio simile è stato sperimentato in altri comparti agricoli europei, ma è innovativo per il settore vitivinicolo di pregio.
Le implicazioni per il sistema produttivo sono rilevanti. La riduzione della superficie vitata può contribuire a ristabilire un equilibrio tra domanda e offerta, sostenendo i prezzi del vino sfuso e imbottigliato.