BOSTER 2026, A OULX IL CONFRONTO SULLE ASSOCIAZIONI FONDIARIE

Domani venerdì 26 giugno, nell’ambito della fiera Boster – Bosco e Territorio di Beaulard di Oulx, un convegno dedicato alle Associazioni Fondiarie metterà al centro uno dei temi più strategici per le aree montane: il recupero e la gestione associata delle superfici agricole, forestali e pastorali abbandonate. L’iniziativa si inserisce nel progetto europeo ASFO, finanziato dal programma Interreg Alcotra Italia-Francia.


Dal domani al 28 giugno l’Alta Valle di Susa ospita la tredicesima edizione di Boster – Bosco e Territorio, la principale manifestazione outdoor del Nord-Ovest dedicata alla meccanizzazione forestale, alla filiera del legno e alla gestione sostenibile del territorio montano. Nella pineta di Beaulard, frazione di Oulx, sono attese imprese forestali, tecnici, enti pubblici, associazioni e operatori provenienti da tutto l’arco alpino.


Tra gli appuntamenti più significativi della giornata inaugurale figura il convegno “Associazioni Fondiarie. Il NOI che unisce uomo, terra, territorio”, organizzato nell’ambito del progetto europeo ASFO – Gestione associata dei terreni abbandonati per una resilienza dei territori agrosilvopastorali. L’incontro è in programma venerdì 26 giugno alle ore 10 nella tenda convegni della manifestazione e vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo accademico e delle organizzazioni montane.

Interverranno, tra gli altri, Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte, Elena Di Bella, dirigente del Settore Montagna della Città Metropolitana di Torino, Marco Bussone, presidente nazionale Uncem e presidente di PEFC Italia, ed Elvio Rostagno, presidente di CoASFO.


Terreni frammentati e abbandono: una criticità crescente nelle aree alpine


Il convegno affronta una questione che interessa gran parte delle montagne italiane ed europee: la crescente frammentazione della proprietà fondiaria e l’abbandono delle superfici agricole e forestali. Secondo la documentazione del progetto ASFO, le aree rurali incolte o non gestite rappresentano un fattore di vulnerabilità per i territori alpini, favorendo dissesto idrogeologico, incendi boschivi, perdita di biodiversità gestita e degrado del paesaggio agrario tradizionale. Il progetto ASFO, avviato nel settembre 2025 nell’ambito del programma Interreg Alcotra 2021-2027, coinvolge partner italiani e francesi con l’obiettivo di sviluppare strumenti condivisi per il recupero delle terre abbandonate e il rafforzamento dei sistemi agro-silvo-pastorali. L’azione si concentra in particolare sulle aree transfrontaliere alpine tra Piemonte e Provenza-Alpi-Costa Azzurra.


Il ruolo delle Associazioni Fondiarie


Le Associazioni Fondiarie (AsFo) rappresentano uno degli strumenti più innovativi per superare la frammentazione delle proprietà rurali. Attraverso la gestione associata, i proprietari mantengono la titolarità dei terreni ma ne affidano l’utilizzo e la valorizzazione a una struttura collettiva che consente di recuperare superfici improduttive, favorire nuove attività agricole e pastorali, migliorare la gestione forestale e ridurre i costi operativi. L’esperienza piemontese è considerata tra le più avanzate a livello nazionale. Diverse AsFo attive nelle vallate alpine hanno già dimostrato come il riordino fondiario possa favorire il ritorno delle attività agro-silvo-pastorali e la manutenzione del territorio, creando nuove opportunità economiche per aziende agricole, allevatori e imprese forestali.


Boster, vetrina della filiera foresta-legno


La manifestazione, nata nel 2002, si è affermata come uno dei principali eventi italiani dedicati alla filiera foresta-legno, con dimostrazioni operative di macchine forestali, tecnologie per l’esbosco, sistemi per la manutenzione del verde e soluzioni per la valorizzazione energetica delle biomasse. L’edizione 2026 dedica particolare attenzione al rapporto tra gestione forestale, prevenzione dei rischi naturali e sviluppo delle economie montane. Temi che trovano un collegamento diretto con il progetto ASFO, orientato a rafforzare la resilienza dei territori alpini di fronte agli effetti del cambiamento climatico.


Una sfida che riguarda l’intero sistema rurale


Il recupero delle superfici abbandonate non interessa soltanto la gestione forestale. La disponibilità di terreni accorpati e gestiti in modo coordinato può favorire l’insediamento di nuove imprese agricole, la tutela dei pascoli, la conservazione del paesaggio e il rafforzamento delle filiere locali del legno e delle biomasse. In un contesto in cui molte aree montane registrano spopolamento e riduzione delle attività produttive, la gestione associata del patrimonio fondiario si conferma una delle leve più concrete per coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e sicurezza territoriale. Il confronto in programma a Boster offrirà quindi un’occasione di aggiornamento tecnico e politico su un tema destinato ad assumere un ruolo crescente nelle strategie di sviluppo delle montagne italiane ed europee.