BUTTAFUOCO STORICO: 30 ANNI DI IDENTITÀ E VISIONE NELL’OLTREPÒ PAVESE
di Renato Botto
Da piccola produzione di nicchia fino alle 70mila bottiglie all’anno, con il potenziale per arrivare a 200mila. Il Buttafuoco storico, evoluzione della doc Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese, taglia il traguardo dei 30 anni, anniversario del Club creato il 7 febbraio 1996 da 11 giovani produttori, che oggi sono diventati 18.
In realtà, il Buttafuoco è un vino molto antico, di cui si hanno tracce documentali già tra il 1700 e il 1800, con una leggenda che ne accompagna la storia, ambientata nel 1859, quando un reparto della Marina imperiale austriaca venne chiamato in rinforzo dell’esercito austro-ungarico che stava combattendo contro il Regno di Sardegna: i marinai si sarebbero persi e sarebbero stati trovati solo dopo giorni, completamente ubriachi, nei dintorni di Stradella. Quel che è certo è che un veliero della Marina imperiale austriaca venne ribattezzato Feuerspeier (in italiano Buttafuoco) ed è il simbolo sulle etichette dei produttori del Club del Buttafuoco storico che da domenica 8 febbraio festeggiano, nella Casa a Canneto Pavese, il trentennale dell’associazione: il primo appuntamento è un banco d’assaggio; nelle tre domeniche successive sono in calendario tre approfondimenti, BB Bordeaux e Buttafuoco, Amarone vs Buttafuoco e Inside Buttafuoco; lunedì 16 febbraio, inoltre, è in programma l’open day per i ristoratori. Ma le iniziative proseguiranno fino a maggio.
Il Buttafuoco storico è costituito esclusivamente da uve autoctone dell’Oltrepò Pavese: Croatina, Barbera, Uva Rara, Ughetta di Canneto. Nasce in 20 vigne storiche distribuite in 7 Comuni dello ‘Sperone’ di Stradella, la prima collina dell’Oltrepò pavese protesa sulla pianura: Broni, Canneto Pavese, Castana, Cigognola, Montescano, Stradella e Pietra de’ Giorgi. Due anni fa è stata inaugurata la nuova enoteca, a Canneto Pavese, con un investimento di quasi 500mila euro che è stato ripagato dal fatturato annuo di circa 200mila euro, in crescita. Il valore della filiera è stimato in oltre un milione e mezzo di euro. “Quello che 30 anni fa sembrava un azzardo, soprattutto in un Oltrepò Pavese allora più orientato ai volumi e alla viticoltura intensiva, oggi appare l’unica strada possibile per tutelare il patrimonio viticolo e portare nel futuro il mestiere del vignaiolo. – dice Massimo Piovani, presidente del Club del Buttafuoco Storico – La visione lungimirante dei fondatori dimostra il valore di un progetto serio, capace di mettere insieme qualità produttiva e prospettiva futura”.
Domani 7 febbraio i 18 soci del Club apriranno le celebrazioni con un rito simbolico versando ciascuno il proprio Buttafuoco in una mathusalem comune, bottiglia istituzionale dell’anniversario.