CARNE PIEMONTESE, PRIMO ATTO PER UN NUOVO DISTRETTO DEL CIBO

Primo atto formale per la costituzione del Distretto del cibo della carne bovina di razza Piemontese. Il protocollo d’intesa è stato firmato, alla Margaria del Castello di Racconigi (Cuneo), dai sindaci di Carmagnola, Ivana Gaveglio, e di Racconigi, Valerio Oderda. Il Comune di Racconigi assume il ruolo di soggetto referente del Distretto, mentre il Comune di Carmagnola curerà le procedure amministrative necessarie per la presentazione dell’istanza ufficiale di riconoscimento che sarà sottoposta all’approvazione della Regione Piemonte. Al momento i Distretti del cibo riconosciuti dalla Regione – e inseriti nel Registro nazionale – sono 13: Chierese-Carmagnolese, Monregalese-Cebano a indirizzo biologico, Cibo del Roero, Cibo e vino di Langhe e Monferrato, Cibo della Frutta, Terre da Tastè, Cibo e vino Mombarone, Serra Morenica e Naviglio di Ivrea, Appennino e colline di Langa e Monferrato, Alta Langa e Cebano, Pianura Canavesana e Collina torinese, Pianura risicola vercellese, Novara e laghi, Valli Biellesi e Baraggia della pianura vercellese. Si profila ora l’ingresso di un prodotto di punta della zootecnia italiana, la carne bovina Piemontese. Alla fine dell’estate, come ha ricordato nei giorni scorsi l’assessore regionale Paolo Bongioanni, verrà emesso un bando regionale che prevede uno stanziamento complessivo di 6 milioni di euro per l’attività dei Distretti del cibo piemontesi

 

L’accordo tra Racconigi e Carmagnola, spiegano i sindaci, “nasce dalla volontà condivisa delle due amministrazioni di promuovere una delle principali eccellenze agroalimentari del territorio. Obiettivo dell’iniziativa è rafforzare l’intera filiera della carne bovina piemontese, creando nuove opportunità di sviluppo per il comparto agricolo e per il sistema economico locale”. Il progetto guarda a “un modello integrato che coinvolge allevatori, imprese della trasformazione, operatori della ristorazione e soggetti del territorio, valorizzando non solo la qualità del prodotto ma anche le sue ricadute sul piano turistico, ambientale e culturale. In questo contesto, la razza bovina piemontese rappresenta infatti un elemento identitario di grande rilievo, capace di coniugare tradizione e innovazione” e ci sono anche valori di tipo ambientale: “la pratica della monticazione estiva contribuisce al mantenimento degli habitat alpini e alla salvaguardia della biodiversità, rafforzando il legame tra attività agricola e tutela del paesaggio”.

 

Il protocollo siglato a Racconigi ha durata triennale; è in calendario una serie di incontri e iniziative che coinvolgeranno allevatori, rappresentanti di categoria, amministratori locali, realtà scientifiche e stakeholder del territorio, “con l’obiettivo di ampliare progressivamente la rete dei soggetti aderenti e costruire un progetto solido e duraturo”.