COLDIRETTI: DAL PALCO DI FIRENZE IL GOVERNO APRE AL CREDITO D’IMPOSTA SUL GASOLIO AGRICOLO
Ieri Firenze è stata al centro del confronto tra agricoltori e istituzioni con la mobilitazione di Coldiretti che ha portato ieri al Pala BigMat migliaia di imprenditori agricoli da tutta la Toscana. La manifestazione, che si è svolta in concomitanza con l’assemblea regionale dell’organizzazione, ha rilanciato le priorità del settore, ottenendo una prima risposta concreta sul fronte dei costi energetici.
Il tema dominante è quello della sostenibilità economica delle imprese agricole, strette tra prezzi di mercato spesso insufficienti e costi di produzione in aumento. Tra questi, il carburante rappresenta una voce determinante. Nel comparto della pesca, incide fino al 50% dei costi operativi, ma anche in agricoltura il peso energetico è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni, in linea con le tensioni sui mercati internazionali dell’energia.
Nel corso dell’assemblea il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato un intervento imminente: l’introduzione di un credito d’imposta sui carburanti anche per il settore agricolo, misura già adottata in passato per sostenere la pesca. La decisione, ha spiegato il ministro, sarà inserita nel prossimo decreto dedicato al comparto primario, con l’obiettivo di compensare l’aumento dei costi e preservare la competitività delle imprese. L’annuncio arriva dopo una pressione crescente da parte delle organizzazioni agricole, con Coldiretti che ha portato a Firenze una piattaforma rivendicativa costruita attraverso il coinvolgimento di oltre 20mila associati sul territorio regionale. La mobilitazione si inserisce in un percorso già avviato nelle scorse settimane, quando migliaia di agricoltori avevano manifestato davanti al Consiglio regionale della Toscana presentando un manifesto con priorità operative da attuare in tempi rapidi.
Le richieste riguardano in primo luogo il reddito agricolo, sempre più esposto alla volatilità dei prezzi e alla concorrenza internazionale. In primo piano il tema della trasparenza lungo la filiera e della corretta formazione dei prezzi, soprattutto per comparti, quali quello cerealicolo, dove negli ultimi anni si sono registrati forti squilibri tra prezzi all’origine e prezzi al consumo. Accanto alla dimensione economica Coldiretti insiste sulla necessità di rafforzare la sovranità alimentare nazionale, tema ormai strutturale nel dibattito agricolo europeo. Le importazioni da Paesi terzi, spesso caratterizzate da standard produttivi differenti, rappresentano una criticità sia sul piano competitivo sia su quello ambientale e sanitario. La richiesta è quella di una piena reciprocità delle regole e di strumenti più efficaci di controllo e tracciabilità.
Il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ha sottolineato la centralità del tema economico: “Non possiamo più tollerare che agli agricoltori vengano riconosciuti prezzi inferiori ai costi di produzione, serve un cambio di passo immediato per tutelare il lavoro nelle campagne”. Il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha richiamato il ruolo strategico del settore agricolo nel sistema Paese: “Difendere l’agricoltura significa difendere la sovranità alimentare e il futuro economico dei territori, a partire dalle aree interne che senza imprese agricole rischiano l’abbandono”.
La manifestazione fiorentina ha evidenziato anche il ruolo strategico dell’agricoltura per i territori rurali. In Toscana, il settore agricolo non è solo produzione ma presidio ambientale, gestione del paesaggio e fattore di coesione sociale. Le difficoltà economiche delle imprese rischiano di tradursi in abbandono delle aree interne, con conseguenze dirette sul dissesto idrogeologico e sulla perdita di biodiversità. In questo quadro, il credito d’imposta annunciato da Lollobrigida rappresenta un primo segnale di attenzione, ma non esaurisce il fabbisogno di interventi strutturali richiesti dal settore. Gli operatori chiedono politiche di medio-lungo periodo capaci di stabilizzare il reddito, incentivare l’innovazione e rafforzare le filiere agroalimentari.
Dal punto di vista economico il settore agricolo italiano continua a rappresentare un pilastro dell’economia nazionale. Secondo i dati Ismea e Crea il valore della produzione agricola supera i 70 miliardi di euro annui, con una forte integrazione con l’industria alimentare e l’export, che nel 2025 ha superato i 60 miliardi di euro. In questo contesto la tenuta delle imprese agricole diventa una condizione essenziale per l’intero sistema agroalimentare.
La giornata di Firenze si è chiusa con un risultato politico immediato e con un’agenda ancora aperta. Il confronto tra organizzazioni agricole e Governo proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di tradurre le richieste emerse dalla piazza in misure operative. Per le imprese, la priorità è ridurre i costi, garantire redditività e rafforzare il ruolo dell’agricoltura nella transizione ecologica ed economica del Paese.