COME FUNZIONANO I NUOVI CREDITI D’IMPOSTA PER FERTILIZZANTI E GASOLIO

Il Consiglio dei ministri del 22  maggio ha approvato un nuovo intervento da 100 milioni di euro destinato alle imprese agricole per compensare parte dell’aumento dei costi sostenuti nella primavera di quest’anno per fertilizzanti e carburanti agricoli. La misura prevede due distinti crediti d’imposta: il 30% sugli acquisti di fertilizzanti e il 20% sulle spese per gasolio agricolo effettuate nei mesi di marzo, aprile e maggio.


Lo stanziamento arriva in una fase caratterizzata da nuove tensioni sui mercati energetici internazionali e dall’aumento dei prezzi delle materie prime utilizzate nella produzione dei fertilizzanti. I rincari hanno inciso soprattutto sulle aziende cerealicole, orticole e zootecniche intensive, dove concimi ed energia rappresentano una quota rilevante dei costi variabili di produzione.


Il credito d’imposta sui fertilizzanti dispone di una dotazione di 40 milioni di euro. L’obiettivo è ridurre l’impatto economico dell’aumento dei concimi azotati, fortemente legati all’andamento del gas naturale. Il bonus sul gasolio agricolo, invece, riceve ulteriori 60 milioni di euro e porta a 90 milioni la disponibilità complessiva della misura già avviata nei mesi precedenti.


Dal punto di vista operativo il sostegno non sarà erogato direttamente alle aziende sotto forma di contributo in conto corrente, ma potrà essere utilizzato in compensazione fiscale tramite modello F24. In pratica, il credito servirà a ridurre imposte, IVA e contributi dovuti dall’impresa agricola.

L’effetto economico varia sensibilmente in funzione della dimensione aziendale e dell’intensità produttiva. Una media azienda cerealicola può recuperare alcune migliaia di euro sulle spese sostenute nel trimestre primaverile, mentre per le imprese orticole intensive, le aziende zootecniche o il contoterzismo agricolo il beneficio può risultare più consistente a causa dell’elevato impiego di mezzi tecnici ed energia.


Per l’applicazione concreta della misura saranno necessari i decreti attuativi del Ministero dell’Agricoltura e del Ministero dell’Economia, che definiranno modalità operative, documentazione richiesta e procedure di accesso. Le prime istruzioni potrebbero arrivare nelle prossime settimane insieme ai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulle modalità di utilizzo dei crediti fiscali.