Cresce l’interesse per la frutta in guscio

La frutta in guscio si conferma uno dei comparti più dinamici dell’agroalimentare nazionale, per valore economico, integrazione industriale e prospettive di crescita. I dati presentati da Ismea al Sigep - fiera di riferimento per gelato, pasticceria, panificazione e foodservice che si conclude oggi a Rimini -nell’ambito della campagna Masaf “Frutta in guscio. Dentro c’è l’Italia, delineano una filiera strutturata, sempre più orientata alla trasformazione e ai mercati internazionali.

 

Produzione e ruolo internazionale

 

Con oltre 284 mila tonnellate prodotte nel 2024, l’Italia rientra stabilmente nella Top 10 mondiale dei Paesi produttori di frutta in guscio. Le superfici investite superano i 200.900 ettari, in crescita del 6% negli ultimi cinque anni, trainate soprattutto da noccioleti (48% delle superfici) e mandorleti (27%). Tuttavia, l’aumento delle superfici non si è tradotto in un pari incremento produttivo: tra 2020 e 2024 la produzione è diminuita del 2,1%, a causa della riduzione delle rese medie (-1,3% annuo), fortemente condizionate da eventi meteorologici estremi e da pressioni fitosanitarie emergenti. Sul piano degli scambi l’Italia è sesto importatore mondiale e undicesimo esportatore. Nel 2024 le importazioni hanno raggiunto 476 milioni di kg (+5,4% sul 2020), mentre le esportazioni si sono attestate a 85 milioni di kg (-25% sul 2020). Il grado di autoapprovvigionamento complessivo è pari al 42%, con forti differenze tra specie: elevato per castagne e marroni (104%), critico per pistacchi (12%) e noci (20%).

 

Domanda interna e industria di trasformazione

 

Il consumo apparente di frutta in guscio in Italia ha raggiunto nel 2024 675 milioni di kg, con un incremento del 7,5% rispetto al 2020. La crescita è sostenuta soprattutto dall’industria agroalimentare e dolciaria, che assorbe oltre il 55% della disponibilità, utilizzando nocciole, mandorle, pistacchi e noci come ingredienti chiave per prodotti da forno, gelateria, creme e specialità tradizionali, spesso destinate all’export.

 

Mercato retail: record di spesa nel 2025

 

Sul fronte dei consumi domestici, il 2025 segna un nuovo massimo storico. Gli acquisti di frutta in guscio confezionata hanno superato quota 1,1 miliardi di euro, con un aumento del 13% in valore e del 6% in volume (oltre 89 milioni di kg). Il comparto rappresenta oggi circa il 6% della spesa ortofrutticola delle famiglie italiane. Le referenze sgusciate e i mix risultano le più dinamiche, con una progressiva destagionalizzazione dei consumi, favorita dal posizionamento salutistico e dalla praticità d’uso.

 

Qualità certificata e prospettive

 

Nel 2024 si contano 21 Indicazioni Geografiche riconosciute per la frutta in guscio, tra DOP e IGP, con un fatturato all’origine pari a 14,3 milioni di euro, sebbene in flessione rispetto al 2023 per effetto delle ridotte disponibilità produttive. In prospettiva Ismea evidenzia come la crescente domanda di prodotto italiano certificato, soprattutto da parte dell’industria di trasformazione, possa favorire nuovi investimenti, anche nel biologico, che ha raggiunto 66.800 ettari (+5,9% medio annuo nel periodo 2020-2024).