DAI SATELLITARI DEI TRATTORI AL GASOLIO: I FURTI CHE METTONO IN CRISI LE CAMPAGNE
Mezzi agricoli, dispositivi di guida, carburante e raccolti nel mirino. Dal Piacentino alla Sicilia, i colpi non pesano soltanto sul valore della refurtiva: possono fermare il lavoro delle imprese nei momenti più delicati della stagione.
Non è più soltanto il trattore rubato dal capannone. Nelle campagne italiane, tra fine luglio e agosto, sono stati segnalati episodi che hanno come bersaglio ciò che consente a un’azienda di lavorare: sistemi satellitari installati sui mezzi, attrezzature, gasolio, prodotti agricoli e raccolti pronti per il mercato.
Nel Piacentino, i colpi denunciati nella notte fra il 18 e il 19 agosto hanno riguardato dispositivi satellitari, antenne e display sottratti da circa dieci trattori di due aziende e di un contoterzista tra Rottofreno, Sarmato e Borgonovo. Secondo Confagricoltura, i danni arrivano a diverse decine di migliaia di euro per azienda; per una delle imprese sarebbe il quarto furto dall’inizio dell’anno. Le modalità denunciate - osservazione degli orari, accessi studiati e tentativi di eludere le telecamere - fanno pensare a interventi mirati, non a furti improvvisati. Il punto è che oggi una parte consistente del valore di un trattore non è soltanto nel mezzo. Le guide satellitari e i sistemi di precisione permettono lavorazioni più accurate, distribuzione mirata di fertilizzanti e prodotti fitosanitari, registrazione dei dati e riduzione dei tempi. Quando vengono sottratti, l’impresa non perde solo l’apparecchiatura: rischia di bloccare la macchina e di rinviare lavorazioni che, in agricoltura, dipendono da finestre temporali molto strette.
Nella Piana di Catania l’allarme è stato portato all’attenzione pubblica nei primi giorni di agosto, dopo una serie di furti e rapine segnalati tra luglio e agosto nei fondi di Motta Sant’Anastasia, Castel di Judica, Raddusa, Paternò, Belpasso, Ramacca e Catania. In almeno un episodio un lavoratore è stato sorpreso durante l’irruzione. La Prefettura ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le organizzazioni agricole richiamano anche il tema della sottodenuncia: senza segnalazioni puntuali, la dimensione reale del fenomeno resta parzialmente invisibile.
Sempre in Sicilia, a Menfi, nell’Agrigentino, un’intrusione in un’azienda agricola è stata segnalata alla fine di luglio: sono stati rubati attrezzi e prodotti chimici per un danno denunciato di circa 40 mila euro. A Naro, invece, attorno al 10 agosto è stato denunciato il furto notturno di un trattore cingolato Agrifull da un’azienda in contrada Torretta Spagnolo.
A Balestrate, nel Palermitano, l’allarme per i tentativi di furto dei mango è emerso a fine luglio, nel pieno della maturazione e della raccolta. I coltivatori hanno messo in rete telecamere e allarmi, creato una chat per segnalare presenze sospette e, in alcuni casi, iniziato a dormire nei campi. È una risposta che racconta quanto il furto di produzione possa incidere su colture ad alto valore e concentrate in poche settimane di raccolta.
Anche il Centro e il Nord registrano casi analoghi. A Palata, in provincia di Campobasso, il 22 luglio sono stati segnalati due furti nelle campagne: due trattori e varie attrezzature sottratti, per un valore indicato in circa 8 mila euro. A Vitulazio, nel Casertano, il 27 luglio un tentato furto di trattore è sfociato nel fermo di due persone dopo un inseguimento dei carabinieri; un terzo complice sarebbe riuscito ad allontanarsi.
Nel Trevigiano, a Giavera del Montello, la denuncia è emersa in agosto: un terzista ha riferito di due furti di gasolio in un mese e mezzo e, nell’ultimo caso, della sottrazione di circa 400 litri di carburante, per un danno stimato in 800 euro. A Formignana, nel Ferrarese, il 13 agosto due persone sono entrate in un’impresa agricola, hanno danneggiato le telecamere e rubato due registratori di cassa.
A Cassano allo Ionio, nel Cosentino, il caso è stato segnalato a inizio agosto. In una prima azienda sono state tagliate circa cento giovani piante di agrumi; poco dopo, in un’altra impresa, è stato rubato un trattore dal capannone. L’elemento comune è la fragilità delle imprese rurali, spesso distribuite su superfici vaste, con magazzini isolati e mezzi che devono restare vicini ai campi. Telecamere, allarmi e vigilanza sono strumenti utili, ma non sempre sufficienti se chi colpisce conosce le abitudini dell’azienda e sa come neutralizzare o aggirare i controlli.
Per questo il tema non può essere ridotto alla cronaca di singoli episodi. Servono denunce sistematiche per misurare il fenomeno, controlli coordinati nelle aree rurali, indagini sui canali di ricettazione e incentivi per sistemi di localizzazione e protezione efficaci. Perché in un settore in cui una giornata persa può compromettere una lavorazione o un raccolto, rubare un mezzo o un dispositivo significa sottrarre anche tempo, programmazione e continuità produttiva.