DECRETO BOLLETTE, IL MINISTRO PICHETTO RASSICURA IL BIOGAS AGRICOLO
La rassicurazione è arrivata direttamente dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e per il comparto del biogas agricolo elettrico rappresenta, almeno sul piano politico, una notizia attesa da settimane. Dal convegno di venerdì 30 ottobre a Cavallermaggiore (Cuneo) dedicato al Decreto Bollette esce infatti un messaggio chiaro: la bozza che prevede il progressivo smantellamento dei Prezzi Minimi Garantiti (PMG) non costituisce la base su cui il Governo intende intervenire.
Un’affermazione netta, pronunciata in videocollegamento davanti a centinaia di agricoltori e operatori della filiera riuniti al convegno organizzato da Confagricoltura Cuneo in collaborazione con il Consorzio Monviso Agroenergia, che ha temporaneamente rasserenato un settore messo in allarme dalla circolazione di un testo capace di compromettere la sostenibilità economica di centinaia di impianti. “Quel testo è uno dei mille documenti usciti da qualche ufficio ed è già superato”, ha chiarito il ministro, sottolineando che il dossier bioenergie sarà affrontato attraverso un confronto strutturato tra i ministeri competenti.
La posta in gioco è rilevante. Il sistema dei Prezzi Minimi Garantiti - PMG, introdotto per accompagnare gli impianti agricoli usciti dai regimi incentivanti storici, non rappresenta un incentivo in senso stretto, ma uno strumento di copertura dei costi minimi di esercizio. Come ricordato nel corso dei lavori, intorno al biogas elettrico si è costruita negli anni una filiera agricola e territoriale che integra gestione dei reflui zootecnici, riduzione delle emissioni, produzione di fertilizzanti organici e stabilizzazione del reddito aziendale.
Il ministro Pichetto Fratin ha riconosciuto apertamente questa funzione sistemica, definendo il biogas agricolo “una gamma produttiva rilevante e strategica per la modernizzazione del sistema agricolo e per la sicurezza energetica nazionale”. Un passaggio chiave ha riguardato il futuro degli impianti non riconvertibili a biometano: “Quelli che non possono essere riconvertiti vanno accompagnati, anche oltre il 2030”, ha affermato, respingendo l’idea di una transizione forzata e uniforme.
Pichetto Fratin ha inoltre annunciato tempi rapidi per il confronto istituzionale: “La prossima settimana avvieremo consultazioni con gli altri ministeri e con la Presidenza del Consiglio per individuare un meccanismo che funzioni”. Un impegno che, per i produttori di biogas elettrico, rappresenta il primo segnale concreto di attenzione dopo settimane di incertezza.