DERMATITE NODULARE BOVINA, L’UE PROROGA FINO AL 19 OTTOBRE LE RESTRIZIONI IN SARDEGNA
La Commissione europea prolunga le misure di emergenza contro la dermatite nodulare contagiosa dei bovini in Sardegna. La decisione di esecuzione (UE) 2026/1949, adottata il 13 agosto e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 18 agosto 2026, modifica la precedente decisione 2025/1582 e sposta fino a ottobre le scadenze delle zone di protezione e sorveglianza istituite attorno ai focolai sardi.
Il primo focolaio del 2026 era stato confermato il 14 aprile a Muravera e aveva determinato inizialmente il blocco delle movimentazioni dei bovini in uscita dalla Sardegna. Successivamente, con l’avanzare della campagna vaccinale, le spedizioni verso il continente erano state nuovamente consentite, ma nel rispetto di protocolli sanitari particolarmente rigorosi.
Il nuovo provvedimento europeo non introduce quindi un nuovo blocco generalizzato, ma prolunga le restrizioni nelle aree direttamente interessate dai focolai. Il precedente aggiornamento prevedeva per le zone sarde una fascia di protezione entro 20 chilometri fino al 14 agosto e una successiva fase di sorveglianza fino al 31 agosto. Anche la zona di sorveglianza più ampia, entro 50 chilometri dai focolai, sarebbe dovuta cessare il 31 agosto.
Ora le scadenze vengono spostate sensibilmente in avanti. La zona di protezione entro 20 chilometri resta in vigore fino al 2 ottobre; dal 3 al 19 ottobre la stessa area passerà al regime di sorveglianza. La fascia esterna, compresa entro 50 chilometri dai focolai, resterà invece soggetta alle restrizioni fino al 19 ottobre 2026.
Bruxelles motiva la proroga con il permanere del rischio epidemiologico e richiama in particolare i ritardi nell’attuazione delle misure di controllo relative al focolaio di Escalaplano. L’obiettivo è impedire che il virus possa diffondersi al di fuori delle aree già interessate.
Per gli allevatori delle zone sottoposte a restrizione la conseguenza principale è il prolungamento dei vincoli alla movimentazione dei bovini. Gli animali non possono essere trasferiti liberamente verso l’esterno delle aree interessate, salvo le deroghe previste dalla normativa e le autorizzazioni dei servizi veterinari.
Nel resto della Sardegna resta invece in vigore il regime già definito nei mesi scorsi: le movimentazioni sono possibili, ma devono rispettare precise condizioni sanitarie. Per i capi destinati alla vita sono richiesti, tra l’altro, vaccinazione effettuata nei tempi previsti, visita clinica prima della partenza, controlli diagnostici, trattamenti contro gli insetti vettori e specifiche cautele dopo l’arrivo.
L’intera Sardegna continua inoltre a essere classificata come zona di vaccinazione II, mentre la Valle d’Aosta resta zona di vaccinazione I.
Per le aziende direttamente coinvolte la proroga rappresenta soprattutto un aggravio operativo: maggiore rigidità nella programmazione delle vendite, difficoltà nei trasferimenti, controlli aggiuntivi e possibili ripercussioni commerciali. Il vantaggio è soprattutto collettivo, perché il contenimento dell’infezione riduce il rischio di nuovi focolai e di restrizioni ancora più ampie.
Gli allevatori dovranno quindi continuare a programmare con anticipo ogni movimentazione, verificando con i servizi veterinari le condizioni applicabili ai singoli capi e mantenendo alta l’attenzione su vaccinazione, biosicurezza e controllo degli insetti vettori. Il 19 ottobre è oggi il termine fissato da Bruxelles, ma non esclude nuove proroghe se la situazione epidemiologica dovesse restare critica.