DERMATITE NODULARE IN SARDEGNA: FOCOLAIO A MURAVERA E RESTRIZIONI ALLA MOVIMENTAZIONE

Il ritorno della dermatite nodulare contagiosa bovina (LSD) in Sardegna ripropone un’emergenza sanitaria rilevante per la zootecnia isolana. Il primo focolaio del 2026 è stato confermato il 14 aprile in un allevamento di bovini da carne nel comune di Muravera, in provincia di Cagliari, mentre risultano in corso accertamenti su un ulteriore sospetto nel comune di Villaputzu. Le autorità sanitarie hanno attivato immediatamente le misure di contenimento previste dalla normativa europea e nazionale, tra cui l'abbattimento dei capi infetti, l'istituzione di zone di protezione (20 km) e sorveglianza (50 km) e l'intensificazione dei controlli veterinari.


Il Ministero della Salute ha disposto il blocco della movimentazione dei bovini in uscita dall'intero territorio regionale a partire dal 15 aprile e fino a nuova disposizione, una decisione che ha innescato un confronto politico e tecnico sulla proporzionalità dei provvedimenti. Sull'adeguatezza di queste misure rispetto al quadro epidemiologico si concentra l'interrogazione parlamentare presentata alla Camera da Silvio Lai e altri deputati, che chiedono chiarimenti sulle motivazioni tecnico-scientifiche alla base della restrizione generalizzata. L'anno scorso la Sardegna aveva già affrontato una diffusione del virus, che ha portato a una campagna vaccinale capillare (copertura superiore al 96-98%), dato che oggi alimenta il dibattito sulla necessità di limitazioni così estese.

Il comparto bovino, in particolare nelle aree del Nord dell'isola, è fortemente orientato all'esportazione verso i centri di ingrasso della penisola: il blocco rischia di interrompere i flussi, con effetti immediati sui redditi degli allevatori. Confagricoltura Sardegna ha evidenziato criticità nel coordinamento tra assessorato alla sanità e servizi veterinari, sollecitando un confronto operativo sulle strategie di gestione dell'emergenza. Il presidente Stefano Taras ha richiamato l'impegno delle aziende nella campagna vaccinale e la necessità di fornire risposte concrete, chiedendo il rafforzamento dell'informazione tecnica verso le imprese e la possibilità di modulare gli interventi su base territoriale per le aree indenni.


Le movimentazioni da e verso le zone di restrizione sono vietate, salvo deroghe limitate per comprovate esigenze di benessere animale, previo test PCR e trattamento insetto-repellente, mentre quelle verso macello sono consentite solo in ambito regionale entro 24 ore. La natura vettoriale dell'infezione, trasmessa da insetti, rende il contenimento complesso e richiede un'intensificazione della sorveglianza entomologica. Le misure, come precisato dal Ministero, hanno carattere dinamico e saranno rivalutate in funzione dell'evoluzione epidemiologica e degli esiti del monitoraggio, confermando l'importanza dell'innalzamento del livello di vigilanza richiesto a tutti gli operatori.