DONNE IN AGRICOLTURA: UE E FAO RILANCIANO IL RUOLO FEMMINILE NELLE CAMPAGNE

La Commissione europea accelera sulle politiche per la parità di genere nelle campagne con il lancio della nuova piattaforma “Women in Farming”, un’iniziativa pensata per rafforzare la presenza femminile nel settore agricolo europeo attraverso tutoraggio, networking e scambio di buone pratiche. Il progetto rientra nella strategia delineata nella “Vision for Agriculture and Food” della Commissione e arriva in un momento simbolico: le Nazioni Unite hanno infatti proclamato il 2026 Anno internazionale della donna contadina, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle donne nella sicurezza alimentare globale e nello sviluppo rurale.


 

Nonostante il loro contributo crescente all’innovazione, alla sostenibilità e alla diversificazione delle attività agricole, le donne restano ancora sottorappresentate nella governance del settore primario europeo. Secondo i dati Eurostat meno di un terzo delle aziende agricole dell’Unione è guidato da donne: la quota di conduttrici si attesta intorno al 32%, pur mostrando un progressivo aumento rispetto al passato, quando nel 2005 rappresentavano poco più di un quarto dei titolari di aziende agricole. 

 

La nuova piattaforma europea nasce proprio per colmare questo divario. Il suo cuore operativo sarà costituito da una rete di mentoring tra imprenditrici agricole, attraverso la quale agricoltrici esperte potranno affiancare giovani imprenditrici o nuove entranti nel settore. L’obiettivo è facilitare l’accesso alle competenze tecniche, alle opportunità di mercato e ai finanziamenti, contrastando allo stesso tempo stereotipi ancora radicati nelle comunità rurali.

 

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di politiche comunitarie orientate alla parità di genere. Con la riforma della Politica agricola comune  gli Stati membri possono introdurre strumenti specifici per sostenere le agricoltrici, inclusi incentivi economici e misure di accompagnamento all’imprenditorialità femminile. Nel solo 2024 oltre 55.000 giovani donne hanno ricevuto sostegno europeo per avviare o sviluppare attività agricole, beneficiando anche del pagamento integrativo per i giovani agricoltori.

 

Il tema assume una rilevanza particolare anche in Italia, dove la presenza femminile rappresenta una componente strutturale del sistema agricolo. Secondo i dati del 7° Censimento generale dell’agricoltura dell’Istat (2020), circa il 31,5% delle aziende agricole italiane è condotto da donne, un valore in linea con la media europea ma con caratteristiche specifiche: le imprese guidate da imprenditrici contribuiscono per circa il 17,5% alla produzione agricola nazionale. 

 

Dal punto di vista occupazionale, l’agricoltura italiana conta circa 823 mila donne impegnate nel settore, pari a circa il 30% della forza lavoro agricola complessiva.  L’imprenditoria femminile si concentra soprattutto nelle aziende di dimensione medio-piccola e in comparti ad alta intensità di valore aggiunto, come agriturismo, trasformazione aziendale, produzioni biologiche e filiere corte.

 

Analisi del CREA e della Rete rurale nazionale evidenziano inoltre un crescente protagonismo femminile nei processi di innovazione e sostenibilità: le aziende guidate da donne mostrano spesso maggiore attenzione alla diversificazione delle attività, alla digitalizzazione e alla gestione multifunzionale dell’impresa agricola.

 

Rimangono tuttavia alcune criticità strutturali. Le imprenditrici agricole continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alla terra, al credito e alla formazione specialistica, oltre a una minore dimensione media delle aziende rispetto a quelle condotte da uomini. Proprio per questo, la Commissione europea intende rafforzare la raccolta di dati statistici disaggregati per genere, con l’obiettivo di migliorare la progettazione delle politiche agricole.

 

La valorizzazione del lavoro femminile nelle campagne non rappresenta soltanto una questione di equità sociale. In un contesto segnato dal ricambio generazionale insufficiente e dalla transizione ecologica dell’agricoltura europea, l’imprenditoria femminile si configura come uno dei fattori chiave per la resilienza delle aree rurali e per la competitività del sistema agroalimentare europeo.