Emergenze veterinarie, l’Italia alla prova della prevenzione
Nel corso della seduta di lunedì 12 gennaio della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Giovanni Filippini – commissario straordinario per la Peste Suina Africana (PSA) e dirigente del Ministero della Salute – ha illustrato il quadro aggiornato delle principali emergenze sanitarie veterinarie in Italia e le strategie adottate, in coerenza con l’Animal Health Law dell’Unione europea (Regolamento UE 2016/429).
Filippini ha descritto una situazione caratterizzata da una forte accelerazione delle crisi sanitarie animali, con effetti diretti non solo sulla salute animale e, in alcuni casi, su quella umana, ma anche sulla tenuta economica dei comparti zootecnici. Malattie un tempo considerate esotiche oggi compaiono stabilmente in Europa, complici il cambiamento climatico, la crescente mobilità di persone e animali e l’interazione con la fauna selvatica.
Le principali emergenze in Italia
Tra le emergenze affrontate dal nostro Paese, il commissario ha richiamato innanzitutto la dermatite nodulare contagiosa - Lumpy Skin Disease (LSD). La malattia, comparsa in Sardegna nel giugno dell’anno scorso, risulta oggi sotto controllo: tutti i focolai sono stati estinti e l’Italia presenterà a breve alla Commissione europea la proposta formale di eradicazione. Determinante, in questo caso, il ricorso alla vaccinazione di massa: oltre 250.000 capi bovini vaccinati in Sardegna e 40.000 capi in Valle d’Aosta, coinvolgendo circa 8.000 allevamenti.
Sul fronte della Peste Suina Africana Filippini ha evidenziato risultati significativi: dei cinque cluster inizialmente presenti (Sardegna, Calabria, Campania, provincia di Roma e Nord Italia), quattro sono stati estinti. Resta attivo il cluster del Nord, il più complesso, anche per l’elevata densità di allevamenti e la presenza diffusa del cinghiale, vettore chiave della malattia. Proprio la gestione della fauna selvatica, attraverso piani di depopolamento mirati, rappresenta uno dei nodi strategici più delicati.
Per quanto riguarda l’influenza aviaria, la situazione è attualmente sotto controllo, sebbene concentrata nel Nord Italia, area a maggiore intensità avicola. A partire da quest’anno l’Italia avvierà una campagna di vaccinazione su tacchini e galline ovaiole, integrata da misure di biosicurezza rafforzata e da una gestione territoriale innovativa: nei territori a più alto rischio, gli allevatori saranno compensati economicamente per il mancato accasamento degli animali.
Prevenzione, biosicurezza e strumenti digitali
Al centro dell’intervento la piena adesione ai pilastri dell’Animal Health Law – prevenzione, sorveglianza, controllo e ricerca – condivisi con la Direzione generale Salute della Commissione europea (DG SANTE). Filippini ha sottolineato il ruolo decisivo della biosicurezza interna ed esterna, ambito nel quale l’Italia ha investito risorse significative, anche con fondi europei. Un risultato concreto è l’assenza, nel 2025, di focolai di PSA nel suino domestico.
Sul piano organizzativo il commissario ha richiamato l’importanza dei sistemi di sorveglianza avanzata. In Italia opera ClassyFarm, piattaforma nazionale di valutazione del rischio che integra dati sanitari, strutturali e gestionali degli allevamenti. Attraverso algoritmi e strumenti di machine learning, il sistema consente analisi predittive utili ad anticipare l’insorgenza delle malattie, con particolare attenzione alle aree interne, dove spopolamento e fragilità produttiva pongono criticità anche ambientali.
Vaccinazioni, commercio e armonizzazione europea
Ampio spazio è stato dedicato al tema delle vaccinazioni, considerate uno strumento essenziale ma da applicare in modo selettivo e armonizzato. Filippini ha ricordato come strategie non coordinate possano avere ricadute rilevanti sul commercio internazionale: il caso della vaccinazione contro l’influenza aviaria in Francia, seguita da restrizioni all’export da parte di Paesi terzi, rappresenta un precedente significativo. La necessità di vaccini “DIVA” (Differentiating Infected from Vaccinated Animals) resta un tema aperto, soprattutto per l’aviaria.
Infine Filippini ha richiamato l’attenzione su un’emergenza spesso meno visibile ma strutturale: l’antimicrobico-resistenza, che richiede controlli rigorosi sull’uso del farmaco veterinario e politiche sanitarie integrate a livello europeo.