FORAGGI ESSICCATI, BAGNARA CONFERMATO ALLA GUIDA DI AIFE
Gian Luca Bagnara guiderà AIFE/Filiera Italiana Foraggi anche nel triennio 2026-2028, affiancato dai vicepresidenti Alfeo Carli e Leonardo Forte. Il rinnovo dei vertici arriva in una fase strategica per una filiera che produce in Italia circa un milione di tonnellate l'anno e colloca il Paese al secondo posto in Europa, dopo la Spagna, nella produzione di foraggi essiccati e disidratati. L'assemblea annuale dell'associazione ha rinnovato il consiglio direttivo, composto anche da Davide Carli, Giovanni Cestari, Francesco Lanzi, Alice Lodi e Tiziano Migiani. Il Collegio dei revisori è formato da Alberto Lelli, Marco Pederzoli e Riccardo Severi. Il mandato 2026-2028 parte da una base produttiva consistente. Secondo AIFE, l'associazione riunisce 30 impianti di trasformazione distribuiti in otto regioni, con circa 13.000 lavoratori, una produzione annuale nell'ordine di un milione di tonnellate di foraggi e una superficie coltivata prossima a 90.000 ettari. AIFE rappresenta inoltre oltre il 95% della produzione nazionale di foraggi disidratati, secondo quanto riportato nello studio LCA pubblicato nel 2026 su Cleaner Environmental Systems.
Medica, zootecnia e autonomia proteica
Il peso della filiera supera quindi la dimensione strettamente industriale. L'erba medica costituisce una materia prima di rilievo per l'alimentazione dei ruminanti grazie all'apporto di proteine e fibra. La disidratazione permette di stabilizzare il prodotto, preservarne le caratteristiche nutrizionali e facilitarne conservazione, trasporto e commercializzazione durante tutto l'anno. Sul versante agricolo la medica, in quanto leguminosa pluriennale, svolge inoltre una funzione importante nelle rotazioni. La fissazione biologica dell'azoto, la copertura prolungata del terreno e la diversificazione degli avvicendamenti assumono particolare interesse in una fase nella quale l'agricoltura europea punta a contenere l'impiego degli input e a rafforzare la disponibilità interna di fonti proteiche per l'alimentazione animale. Per il comparto italiano la competitività dipende però sempre più anche dall'efficienza della trasformazione. Nel 2026 Cleaner Environmental Systems ha pubblicato il primo Life Cycle Assessment completo della produzione italiana di erba medica disidratata associata ad AIFE, costruito sui dati di cinque stabilimenti raccolti dal 2019 al 2023. L'analisi individua nella disidratazione il principale punto critico per le emissioni climalteranti e apre uno spazio concreto di intervento su consumi energetici, tecnologie degli impianti e fonti utilizzate.
Qualità e sostenibilità diventano fattori commerciali
È su questo terreno che il nuovo vertice dovrà trasformare la dimensione produttiva della filiera in maggiore valore per le imprese. Bagnara ha indicato tra le priorità la capacità di fare sistema e il confronto con istituzioni e operatori, mentre Francesco Lanzi ha richiamato l'esigenza di valorizzare maggiormente il prodotto trasformato e il ruolo dei foraggi disidratati nella zootecnia italiana. La possibilità di documentare le prestazioni ambientali aggiunge ora un ulteriore elemento competitivo. Per un prodotto destinato anche ai mercati internazionali, qualità nutrizionale, tracciabilità e impronta ambientale possono entrare sempre più direttamente nelle relazioni con industria mangimistica, allevamenti e acquirenti esteri. Il nuovo mandato AIFE parte dunque da numeri rilevanti: 30 impianti, quasi 90.000 ettari e circa un milione di tonnellate di produzione annuale. La sfida è aumentare il valore generato da questa base produttiva attraverso qualità, innovazione degli stabilimenti, efficienza energetica e capacità di posizionare il foraggio italiano sui mercati a maggiore valore aggiunto.