Fusione in vista tra cooperative altoatesine Mila e Brimi
Il progetto di fusione tra le cooperative altoatesine Mila e Brimi, attualmente oggetto di valutazione da parte di consulenti esterni, mira a creare un soggetto con un fatturato complessivo stimato intorno ai 450 milioni di euro, rafforzando il presidio della filiera locale in un contesto di crescente pressione sui costi di produzione.
L’aggregazione consentirebbe di lavorare complessivamente tra 270 e 280 milioni di chilogrammi di latte all’anno, pari a circa tre quarti del latte conferito in provincia di Bolzano. Una dimensione che collocherebbe il nuovo gruppo come attore dominante a livello territoriale, pur restando pienamente inserito nel modello cooperativo che caratterizza storicamente il sistema lattiero-caseario altoatesino.
I vertici delle due cooperative hanno chiarito che l’operazione non nasce da situazioni di criticità economica, ma da una strategia di consolidamento industriale orientata a generare sinergie nei processi amministrativi, logistici e negli acquisti. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’efficienza complessiva e rafforzare la capacità di remunerazione dei soci produttori, oggi circa 3.100, in una fase segnata dall’aumento dei costi energetici, mangimistici e dei servizi.
Sul piano produttivo l’ipotesi di fusione prevede il mantenimento delle tre principali sedi operative di Bolzano, Bressanone e Brunico, così come la tutela delle identità commerciali dei due marchi. Mila continuerebbe a presidiare i segmenti del latte alimentare, yogurt e Skyr, mentre Brimi manterrebbe il proprio posizionamento nei formaggi freschi, in particolare mozzarella, ricotta e mascarpone.
Il percorso è ancora in una fase preliminare. La decisione finale spetterà alle assemblee dei soci, mentre restano ancora da definire gli assetti di governance, il piano industriale e i passaggi autorizzativi, inclusa l’eventuale valutazione da parte delle autorità garanti della concorrenza.