GABRIELE CARENINI RIELETTO PRESIDENTE CIA PEMONTE E VALLE D’AOSTA

Gabriele Carenini è stato confermato alla guida di Cia Agricoltori italiani Piemonte e Valle d’Aosta. L’assemblea elettiva che si è riunita il 28 marzo all’Istituto Colombatto di Torino lo ha rieletto per acclamazione, affidandogli il terzo mandato consecutivo in una fase particolarmente complessa per il comparto agricolo. 


Orticultore alessandrino di Valmacca, 49 anni, Carenini consolida così un percorso iniziato negli anni precedenti, caratterizzato da un forte impegno sui temi della sostenibilità economica delle aziende agricole e del ruolo territoriale del settore primario. La rielezione è avvenuta alla presenza del presidente nazionale Cristiano Fini e dei principali rappresentanti istituzionali, tra i quali gli assessori regionali all’Agricoltura del Piemonte Paolo Bongioanni e della Valle d’Aosta, Speranza Girod, il presidente dell’Anci (Associazione dei Comuni) Piemonte, Davide Gilardino, il presidente della Fondazione Agrion Giacomo Ballari, i parlamentari Riccardo MolinariGiorgio Bergesio e Chiara Gribaudo, insieme al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (in videocollegamento) e alla consigliera regionale Monica Canalis.

 

Nel suo intervento di fronte ai delegati Carenini ha posto con chiarezza la questione centrale: il riequilibrio del rapporto tra valorizzazione del Made in Italy e reddito agricolo. “Occorre mettere al centro il produttore”, ha sottolineato, evidenziando come la competitività delle filiere agroalimentari dipenda dalla capacità di garantire redditività e prospettive alle imprese agricole. Il tema assume particolare rilevanza in Piemonte, dove l’agricoltura rappresenta un pilastro economico diffuso, soprattutto nelle aree interne e collinari. In molti comuni rurali il settore primario costituisce il principale presidio economico e ambientale, con effetti diretti sulla gestione del territorio, sulla prevenzione del dissesto idrogeologico e sulla tenuta sociale delle comunità locali. 

 

Il nuovo mandato si apre tuttavia con criticità immediate. Carenini ha già annunciato un direttivo operativo dedicato a tre emergenze: revisione degli incentivi legati a Transizione 5.0, aumento dei costi energetici e definizione del prezzo del latte. Su quest’ultimo fronte, l’accordo a 47 centesimi al litro viene considerato insufficiente rispetto ai costi di produzione, in crescita negli ultimi anni.

Il tema dei costi è centrale. Secondo Cia Piemonte l’incremento dei prezzi di gasolio e mezzi tecnici, legato alle tensioni geopolitiche, sta comprimendo i margini delle aziende agricole e rischia di ridurre gli investimenti, soprattutto nelle fasi chiave delle lavorazioni primaverili. 

 

In questo contesto, la linea politica delineata da Carenini si muove lungo due direttrici: da un lato la richiesta di misure straordinarie e dall’altro una revisione delle politiche agricole e commerciali europee, a partire dalla Pac e dagli accordi internazionali, per garantire condizioni di concorrenza più eque.