IL BURRO DEL PIEMONTE VUOLE LA DOP, VIA ALL’ITER PER LA CERTIFICAZIONE
Il burro ottenuto esclusivamente da latte piemontese vuole il riconoscimento della DOP. Ad avanzarne la richiesta è il comitato promotore Burro del Piemonte, costituito il 16 settembre 2025, che in questi giorni ha fatto partire l’iter depositando negli uffici della Regione Piemonte la documentazione richiesta per avviare il percorso che porta al riconoscimento della Denominazione di origine protetta. La Regione dovrà trasmettere il suo parere al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali al quale spetta la valutazione finale attraverso l’accertamento dei requisti richiesti per arrivare alla registrazione della DOP.
“Il Burro del Piemonte - spiega Ilio Piana, presidente del consorzio - può essere esclusivamente prodotto da panna ottenuta per centrifuga meccanica, un procedimento che porta alla separazione fra parte grassa e parte liquida. La crema di centrifuga è detta dolce, poiché data la velocità del processo di separazione, non c’è il tempo per favorire l’instaurazione di alcun fenomeno fermentativo spontaneo. La crema ottenuta va poi incontro alla burrificazione, cioè l’insieme delle operazioni che consentono la trasformazione della crema (emulsione di grasso in acqua) in burro (emulsione di acqua in grasso). Le caratteristiche del Burro Piemonte sono quelle di una colorazione bianca/giallo paglierina con l’82% di materia grassa”.
“Il Burro del Piemonte - aggiunge Marcello Pellegrino, vicepresidente del consorzio - è un’eccellenza che viene riconosciuta dai maestri pasticceri, non soltanto piemontesi, per la preparazione dei loro prodotti di pasticceria quali panettoni e colombe ma anche dai francesi che lo valorizzano in numerose varianti e in particolare nei celebri croissant sfogliati”
La richiesta della DOP ha l’obiettivo di fare compiere un ulteriore salto di qualità al Burro del Piemonte “creando – prosegue Pellegrino - un valore aggiunto per le imprese lattiero casearie e una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori che è la condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e il nostro territorio su cui è presente una straordinaria biodiversità”.
I prodotti lattiero caseari piemontesi con la certificazione DOP sono già 7: i formaggi Bra, Castelmagno, Murazzano, Ossolano, Raschera, Robiola di Roccaverano, Toma Piemontese. A queste vanno aggiunte le tre DOP interregionali Gorgonzola, Grana Padano e Taleggio.