IL REDDITO AL CENTRO. SENZA IMPRESE SANE, NESSUNA SOSTENIBILITÀ È POSSIBILE
C'è una domanda che interessa trasversalmente tutti i comparti dell'agricoltura italiana, dal grano duro al riso, dall'olio extravergine alla suinicoltura: quanto rimane davvero in tasca all'agricoltore, a conti fatti, alla fine di una campagna? La questione del reddito agricolo non è una variabile secondaria del dibattito sul futuro del settore primario. È il tema centrale. Eppure, nel fitto intreccio di discussioni sulla transizione ecologica, sull'innovazione tecnologica, sulla PAC e sui nuovi modelli produttivi, il tema della sostenibilità economica dell'impresa agricola rischia spesso di restare sullo sfondo, oscurato da narrazioni più suggestive ma meno urgenti.
Su questi temi pubblichiamo volentieri il contributo di Mauro D'Arcangeli, direttore di Confagricoltura Latina, che con puntualità e rigore argomenta perché senza redditività non può esistere alcuna forma di sostenibilità: né ambientale, né sociale, né generazionale.
Agricoltura, il vero tema è il reddito. Senza imprese sane non esiste sostenibilità
I dati emersi dalla recente Giunta nazionale di Confagricoltura impongono una riflessione seria sullo stato di salute dell'agricoltura italiana.
Le quotazioni del grano duro si sono praticamente dimezzate rispetto a quattro campagne fa. Il riso registra flessioni che in alcune varietà superano il 60% su base annua. L'olio extravergine di oliva ha perso oltre un terzo del proprio valore nell'ultimo anno, mentre il comparto suinicolo continua a vivere una fase di forte difficoltà.
Numeri che non possono essere archiviati come semplici oscillazioni di mercato.
Dietro quelle percentuali ci sono imprese agricole che vedono ridursi progressivamente la propria capacità di generare reddito, mentre i costi di produzione continuano a rimanere elevati e le tensioni internazionali alimentano ulteriori incertezze.
Per questo ritengo che il vero tema dell'agricoltura italiana oggi non sia soltanto la sostenibilità ambientale, la transizione ecologica o l'innovazione tecnologica.
Il tema centrale è la sostenibilità economica dell'impresa agricola.
Senza redditività non esiste sostenibilità.
Non esiste sostenibilità ambientale se le imprese non dispongono delle risorse necessarie per investire in innovazione, tecnologie e miglioramento delle pratiche produttive.
Non esiste sostenibilità sociale se le aziende non riescono a garantire occupazione stabile e qualificata.
Non esiste ricambio generazionale se ai giovani viene chiesto di investire il proprio futuro in attività che faticano a garantire un adeguato ritorno economico.
Occorre allora porsi una domanda semplice.
Come è possibile che, mentre si consolidano strutture sempre più grandi lungo le filiere agroalimentari, il reddito delle imprese agricole continui a rappresentare l'anello debole del sistema?
Negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di aggregazioni economiche, commerciali e finanziarie sempre più rilevanti. Un processo che può rappresentare una opportunità per il sistema agricolo nazionale, ma che deve essere valutato per la sua capacità di creare valore reale per chi produce.
Perché il successo di una filiera non può essere misurato esclusivamente dalla sua dimensione economica, dalla capacità di aggregare quote di mercato o dalla crescita delle strutture che la compongono.
La vera misura del successo è la capacità di redistribuire valore a chi quel valore lo genera.
Se il prezzo riconosciuto agli agricoltori continua a diminuire mentre il consumatore non beneficia di analoghe riduzioni, è legittimo interrogarsi su dove si interrompa il percorso del valore lungo la filiera.
Mauro D'Arcangeli - Direttore Confagricoltura Latina