INNOVA.ORTO: L’EMILIA-ROMAGNA SPERIMENTA L’ORTICOLTURA A BASSO IMPATTO
La transizione ecologica dell’orticoltura europea passa sempre più attraverso progetti di innovazione applicata capaci di coniugare sostenibilità ambientale e competitività economica delle imprese agricole. In questo contesto si inserisce Innova.Orto – Innovazione tecnica per un’orticoltura a basso impatto ambientale, iniziativa finanziata dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) nell’ambito del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale (CoPSR) 2023-2027 della Regione Emilia-Romagna.
Il progetto, avviato il 1° settembre 2024 e operativo fino al 31 agosto 2027, dispone di un finanziamento complessivo di circa 400.000 euro, con un contributo pubblico di oltre 360.600 euro nell’ambito dell’intervento SRG01 “Sostegno ai Gruppi Operativi PEI-AGRI” dedicato alla diffusione dell’innovazione in agricoltura.
Capofila dell’iniziativa è Astra Innovazione e Sviluppo, con la responsabilità scientifica affidata a Silvia Paolini, mentre la gestione organizzativa è coordinata da Ri.Nova. Il partenariato coinvolge un ampio sistema di imprese e organizzazioni della filiera ortofrutticola regionale, tra cui Orogel, AOP Italia, Agribologna, Terremerse, Apofruit, Apo Conerpo, OrtiColti, Etabetabio e Dinamica, a conferma della forte integrazione tra ricerca applicata e sistema produttivo.
Obiettivo centrale del progetto è sviluppare strategie agronomiche e fitosanitarie a ridotto impatto ambientale, in grado di limitare l’impiego di input chimici nella difesa delle colture e nella gestione delle infestanti. L’orticoltura intensiva rappresenta infatti uno dei comparti più esposti alla progressiva riduzione delle molecole di sintesi disponibili, a seguito dell’evoluzione normativa europea e delle crescenti richieste ambientali della società.
In questo scenario Innova.Orto punta a individuare soluzioni tecniche alternative e scientificamente validate. Tra le linee di ricerca figurano lo sviluppo di strategie di difesa basate su sostanze ecocompatibili, l’impiego di sistemi meccanici innovativi per il controllo delle infestanti e la sperimentazione di nuove pacciamature e tecniche colturali capaci di ridurre il ricorso al diserbo chimico.
Il progetto adotta inoltre un approccio sistemico che integra gli aspetti agronomici con quelli economici e ambientali. Le tecniche sperimentate non saranno valutate soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche attraverso indicatori di sostenibilità economica e ambientale, con l’obiettivo di verificare la reale applicabilità nelle aziende orticole regionali.
L’Emilia-Romagna rappresenta uno dei principali poli ortofrutticoli italiani, con una filiera fortemente orientata sia al mercato del fresco sia alla trasformazione industriale. In questo contesto la ricerca di modelli produttivi più sostenibili assume un valore strategico non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico, poiché consente alle imprese di anticipare le evoluzioni normative e di rispondere alla crescente domanda di prodotti ottenuti con tecniche a basso impatto.
Secondo i promotori la sfida consiste nel dimostrare che è possibile ridurre l’uso della chimica senza compromettere la redditività delle aziende agricole, rafforzando al tempo stesso il dialogo tra ricerca, imprese e società. Il progetto si propone quindi non solo come attività sperimentale ma anche quale piattaforma di trasferimento dell’innovazione, attraverso attività di formazione, divulgazione e confronto con il mondo produttivo.