IRRIGAZIONE SULL’ADIGE: OLTRE 5 MILIONI PER MODERNIZZARE LA RETE

Il Consorzio di Bonifica Adige Po ha ottenuto un finanziamento di oltre 5 milioni di euro dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per l’efficientamento della rete di irrigazione lungo la riviera dell’Adige. Le risorse finanziano il primo stralcio di un intervento più ampio che interessa circa 5.800 ettari tra i comuni di Rovigo, San Martino di Venezze e Pettorazza Grimani, in un’area agricola compresa tra il fiume Adige a nord e i canali Tron e Ceresolo a sud. I lavori, avviati progettualmente nel 2017, entreranno nella fase operativa nei prossimi mesi.


L’intervento riguarda sei derivazioni su un totale di trentadue previste dal piano complessivo e punta a modernizzare opere di presa e adduzione, riducendo le dispersioni e migliorando la capacità di regolazione delle portate. Una quota specifica del finanziamento è destinata all’introduzione di sistemi di telemetria e controllo su alcune prese strategiche, elemento chiave per una gestione più puntuale dei prelievi irrigui in funzione della reale disponibilità idrica e dei fabbisogni colturali.

La necessità dell’investimento è legata alle condizioni strutturali di una rete storica, risalente in parte al XV secolo, caratterizzata da un’elevata densità di canali, pari a circa 7,7 metri per ettaro, ma oggi penalizzata dall’età delle infrastrutture, dalle interruzioni dovute all’urbanizzazione e dall’inefficienza di alcuni tratti. A queste criticità si somma un contesto climatico sempre più instabile. Negli ultimi anni le portate dell’Adige hanno toccato minimi storici, con valori che nel 2022 sono scesi fino a circa 80 metri cubi al secondo, costringendo a riduzioni dei prelievi irrigui anche del 50 per cento e all’introduzione di turnazioni tra gli utenti.

La combinazione tra infrastrutture datate, concessioni idriche non aggiornate e crescente frequenza di periodi siccitosi ha ridotto la capacità della rete di garantire continuità di servizio, soprattutto nelle aree a quota più elevata. In questo scenario, il finanziamento ministeriale rappresenta uno strumento di adattamento ai cambiamenti climatici, oltre che un intervento di riqualificazione tecnica. Secondo il Consorzio Adige Po, l’obiettivo è migliorare la resilienza del sistema irriguo e la qualità del servizio alle aziende agricole, riducendo sprechi e vulnerabilità.

Il primo stralcio non esaurisce il fabbisogno complessivo. È già stata proposta una seconda fase, nell’ambito del Piano nazionale di interventi per la sicurezza delle infrastrutture idriche, per ulteriori quattro derivazioni e un investimento stimato in circa 4 milioni di euro. Un passaggio necessario per adeguare una rete storica alle esigenze di un’agricoltura che, lungo la riviera dell’Adige, deve confrontarsi sempre più con la scarsità della risorsa idrica e con la necessità di un uso efficiente e sostenibile dell’acqua.