LA LEGGE SUI CAMMINI RAFFORZA L’ENOTURISMO
Il turismo enogastronomico e l’enoturismo rappresentano componenti sempre più incisive dell’economia turistica e rurale, capaci di coniugare l’offerta paesaggistica e culturale con le produzioni agroalimentari di qualità. Secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano curato da Roberta Garibaldi, questo segmento contribuisce in modo rilevante all’economia nazionale, con un impatto stimato di oltre 40 miliardi di euro nel 2023, tra effetti diretti, indiretti e indotti, confermando il ruolo chiave di cibo e vino come leve di sviluppo territoriale e attrattività di destinazioni anche minori.
L’enoturismo, in particolare, si colloca come branca specialistica del turismo enogastronomico. Il Global Wine Tourism Report 2025, frutto di un’iniziativa internazionale che ha coinvolto oltre 1.300 cantine in 47 paesi, sottolinea l’importanza economica e sociale del settore: due terzi delle aziende vitivinicole partecipanti indicano l’enoturismo quale attività profittevole e sempre più integrata nella strategia di impresa, generando fino al 25% del fatturato complessivo in alcune realtà.
Oltre all’impatto economico questi fenomeni favoriscono la diversificazione delle economie rurali, la creazione di occupazione locale e la preservazione del patrimonio culturale e ambientale. Le esperienze offerte — visite in cantina, degustazioni, percorsi tra i vigneti — contribuiscono ad arricchire l’esperienza turistica oltre la mera degustazione, ponendo l’accento su autenticità, sostenibilità e narrazione del prodotto come elemento identitario del territorio.
Questi trend sono in linea con le tendenze globali: la domanda di viaggi esperienziali, legati a cibo e vino, continua a crescere, con un pubblico che ricerca connessioni dirette con le comunità produttive e l’ambiente rurale, orientando la scelta delle destinazioni verso esperienze integrate piuttosto che attrazioni tradizionali.
Legge sui Cammini e nuovo impulso all’enoturismo
In questo contesto di crescita e valorizzazione dell’offerta turistica, la recente approvazione della Legge sui Cammini assume un valore strategico anche per l’enoturismo. L’Associazione Città del Vino, che riunisce oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola, definisce la norma come “una grande opportunità” per promuovere territori al di fuori dei circuiti turistici tradizionali e per mitigare fenomeni di overtourism concentrato nelle grandi mete storiche.
La Legge sui Cammini d’Italia, approvata in via definitiva dal Parlamento a febbraio 2026, riconosce i cammini come asset strategico per il turismo nazionale e introduce strumenti operativi quali la Banca dati nazionale dei Cammini presso il Ministero del Turismo, standard di qualità e sicurezza e una programmazione dedicata agli investimenti e alla promozione. Il provvedimento, nato dal DDL S.562 – C.1805, consolida il ruolo del turismo lento quale leva di sviluppo territoriale e di valorizzazione delle aree interne e rurali.
Secondo Angelo Radica, presidente dell’Associazione, la legge rappresenta uno strumento di diversificazione dei flussi e di crescita dei settori connessi alle economie locali, tra cui l’enoturismo, che può agire da volano per le economie collegate ai territori rurali. L’iniziativa, frutto della collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Federcammini e UNPLI, individua una rete di itinerari pilota sull’intero territorio nazionale. Questi percorsi mirano a valorizzare le produzioni agroalimentari di qualità - con particolare attenzione a vino e olio - evidenziandone il valore culturale, ambientale e identitario con il coinvolgimento degli attori locali chiave.
L’accordo sottolinea l’obiettivo di uno sviluppo territoriale sostenibile, fondato sulla promozione delle specificità locali, la conservazione dei sistemi agricoli tradizionali e la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico. Alcune iniziative sono già avviate in Friuli Venezia Giulia e Piemonte, con ulteriori progetti in fase di definizione.
Stefano Vercelloni, coordinatore del Piemonte per Città del Vino, evidenzia come strumenti introdotti dalla legge — quali la banca dati nazionale dei Cammini, l’infrastruttura informativa digitale, gli standard di sicurezza e la programmazione di investimenti — offrano un potente framework per rendere fruibile il patrimonio naturalistico e culturale italiano a un turismo più esperienziale. In particolare, il settore vitivinicolo potrà beneficiare dell’integrazione tra percorsi escursionistici e itinerari del vino, facendo leva sull’identità culturale e storica dei luoghi per attrarre visitatori e generare valore aggiunto per le comunità rurali.
La sinergia tra legislazione, associazionismo territoriale e strategie di sviluppo turistico rappresenta una tappa significativa nella costruzione di un’offerta turistica sostenibile e competitiva, capace di valorizzare i paesaggi rurali e di promuovere la cultura del gusto come elemento di crescita sociale ed economica.