LA MUGNAIA DI IVREA CHE AFFASCINA A TAVOLA
Negli ultimi anni mi sono spesso recato a Ivrea per vari eventi culturali a tematica enogastronomica e ho scoperto una città viva, allegra e ricca di cose da scoprire, nonostante mi si dica che, oggi, sia l’ombra di quella che fu. La conoscevo solo per averla attraversata più volte e, ora, mi rammarico di non averla visitata prima.
Al di là della Battaglia delle Arance che, a dire il vero, non mi entusiasma, così come tutte le declinazioni del Carnevale, la romana Eporedia merita che le si dedichi un po’ di tempo. Il nome del locale si rifà, ovviamente, a Violetta, la vezzosa mugnaia, così viene definita, eroina dello Storico Carnevale.
Siamo nel cuore della cittadina, in una appendice di via Arduino; sin dai nomi delle vie, tutto trasuda l’importante passato locale. Particolarissimo l’accesso al locale, appena defilato dall’arteria pedonale centrale, raggiungibile tramite alcuni gradini, avvolto in una sorta di volta che poi tramite un passaggio sotterraneo porta alla Dora. Un piccolo tuffo indietro negli anni - il palazzo è antico - che porta al ristorante più conosciuto o per lo meno dalla cucina più interessante della città. Marco è in cucina; Adriano, al servizio dei vini, ci accoglie con indubbia professionalità.
La proposta, come piace a me, non è un’inutile enciclopedia ma accontenta tutti i gusti e ci viene spiegato che si può pescare da un menu all’altro e dalla carta. Massima libertà e piatti che denotano un mix nato delle esperienze dello chef patron. Nella prima visita mi era stato proposto l’azzeccatissimo amuse-bouche, variazione sul tema dell’aperitivo, con spuma di Crodino e gelato di arachidi. Da chiedere il bis, assolutamente! Degli ultimi menu, stupendi i ricordi del baccalà wild, variazione sul tema del merluzzo e della faraona, da soddisfare pienamente gastronomi amanti del pesce e della carne. E il fritto misto ribelle entusiasma. Piatti ineccepibili, realizzati perfettamente e presentati con cura, senza strafare, chiara dimostrazione della mano di Marco che, ricorderei, per la cronaca, è originario di questo territorio. I fatti della vita l’hanno portato a studiare Pedagogia per poi tornare laddove batteva il cuore. E poi la passione per le erbe selvatiche, il crescione raccolto nei ruscelli… Ma queste storie le deve raccontare lui, quando si siede al tavolo e affiorano i ricordi.
I menu degustazione (natura, acqua, terra e pazzo Canavese) spaziano dai 45 a 50 euro e a pranzo, in settimana, tre formule golose a prezzi imbattibili. Poco da aggiungere, se non che è apprezzabile la presenza di molti vini locali cui è dedicato anche un intero percorso di abbinamento; i ristoratori sono i primi ambasciatori di un territorio e Marco lo è a pieno titolo. Piacevole l’Erbaluce di Caluso Spumante pas dosé dei Fratelli Marco che ha accompagnato il mio ultimo percorso e un plus per l’olio evo di Adriano Giovanetto che una chicca imperdibile. Il Canavese ringrazia e io…pure!
La Mugnaia
Via Arduino, 53 - Ivrea (To)
Tel: +39 0125 40 530
https://mugnaia.com/ - info@mugnaia.com
Foto: Maurizio Gjivovich