LORENZO SIMONE ALLA GUIDA DEL CONSORZIO CALUSO, CAREMA E CANAVESE

Il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei vini DOCG Erbaluce di Caluso, DOC Carema e DOC Canavese ha nominato Lorenzo Simone nuovo presidente per il triennio 2026-2029. Lorenzo Simone succede nell’incarico a Bartolomeo Merlo, presidente della Cantina Produttori Erbaluce di Caluso, che ha guidato il consorzio nell’ultimo triennio. Ad affiancare Simone ci saranno i vicepresidenti Chiara Massoglia della Cantina Massoglia di Agliè e Sergio Tos, vicepresidente della Cantina della Serra di PiveroneDirettore del consorzio è stato confermato Gabriele BussoViticoltore a Rivara e titolare dell’azienda Le Masche, Lorenzo Simone rappresenta una nuova generazione di produttori orientata alla valorizzazione agricola e paesaggistica del territorio morenico canavesano. La sua azienda conduce circa dieci ettari vitati con produzioni legate alle principali espressioni dell’Erbaluce e della viticoltura del Nord Piemonte.

 

Un Consorzio nato quarant’anni fa

La storia del Consorzio affonda le radici nel 1986, quando sette viticoltori diedero vita al Centro di Tutela e Valorizzazione Vini DOC di Caluso. Nel 1991 l’organismo assunse la struttura consortile attuale, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione: nel 1996 entrò la DOC Carema, mentre nel 1998 fu incorporata la DOC Canavese.

Oggi il Consorzio riunisce 42 soci e rappresenta circa il 90% della produzione delle tre denominazioni. Un dato che conferma il ruolo centrale della struttura nella gestione della tutela, nella promozione e nel coordinamento produttivo dell’area.

 

Produzione oltre 1,3 milioni di bottiglie

Il sistema vitivinicolo del Canavese mantiene dimensioni contenute rispetto alle grandi aree piemontesi, ma presenta un’elevata identità territoriale e una crescente attenzione dei mercati specializzati.

Nel 2023 la produzione complessiva delle tre denominazioni ha superato quota 1,3 milioni di bottiglie.

L’Erbaluce di Caluso DOCG si conferma la denominazione trainante con 964.382 bottiglie prodotte e circa 260 ettari vitati. La DOCG comprende le tipologie fermo, Metodo Classico e Passito, quest’ultimo tra i vini dolci storici del Piemonte.

Il Carema DOC ha raggiunto 68.484 bottiglie su circa 20 ettari coltivati nei tradizionali terrazzamenti morenici. Qui il Nebbiolo locale continua a esprimere una delle identità enologiche più riconoscibili del Nord Piemonte.

Il Canavese DOC ha invece totalizzato 267.333 bottiglie su 193 ettari vitati, articolandosi tra vini bianchi, rossi, Barbera e spumanti.


Le priorità del nuovo mandato

Il nuovo consiglio di amministrazione punta su due direttrici operative: rafforzamento della struttura consortile e crescita della promozione sui mercati.

Tra gli obiettivi indicati figura il consolidamento delle attività di tutela e controllo dei disciplinari, insieme allo sviluppo di nuove azioni commerciali in Italia e all’estero. Negli ultimi anni le produzioni del Canavese hanno registrato una maggiore presenza nei mercati del Nord Europa e negli Stati Uniti, soprattutto nei segmenti legati ai vini territoriali e alle produzioni di nicchia.

 

Un territorio agricolo ad alta identità

Le tre denominazioni tutelate dal Consorzio insistono su un’area di forte valore paesaggistico e agricolo. Il Canavese vitivinicolo si sviluppa tra anfiteatro morenico di Ivrea, colline, laghi e versanti terrazzati, coinvolgendo 37 comuni.

In questo contesto la viticoltura svolge anche una funzione di presidio ambientale e manutenzione del territorio, soprattutto nelle aree collinari e montane dove la coltivazione della vite contribuisce alla conservazione del paesaggio rurale storico.