MALEDETTA PRIMAVERA: UN QUADRO TERMICO ANOMALO SU TUTTA LA PENISOLA
Da aprile tra i più caldi dal 1950 a eventi estremi diffusi in giugno: il bilancio della stagione per l'agricoltura italiana, dal Veneto all'Emilia, dalla Lombardia al Sud
Il quadro meteorologico della primavera 2026 riferisce di una stagione anomala sotto il profilo termico, con un deficit idrico marcato al Nord e una sequenza di eventi convettivi violenti a cavallo di giugno che hanno coinvolto più regioni.
Il dato di partenza: aprile tra i più caldi dal 1950
Il punto di riferimento è aprile. I dati ERA5-Land elaborati dal Copernicus Climate Change Service (C3S/ECMWF) indicano per l'Italia una temperatura media mensile di 12,81°C, con un'anomalia di +2,20°C rispetto alla media del trentennio 1991-2020: il secondo valore più alto registrato nel Paese dal 1950, dopo aprile 2018 (+2,38°C). L'anomalia è stata particolarmente intensa al Nord-Ovest (+2,58°C, secondo valore dopo il 2007), al Centro (+1,80°C) e in Sardegna, dove +2,3°C rappresenta il record storico per l'isola. Le elaborazioni del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare e della rete MeteoNetwork, basate sui dati synop delle stazioni ENAV, confermano uno scarto termico mensile di +1,7°C rispetto alla norma 1991-2020, terzo valore più elevato della serie storica, dopo aprile 2018 e aprile 2007.
Sul fronte delle precipitazioni aprile è risultato molto asciutto: anomalia di -35% rispetto alla norma, il decimo valore più basso della serie storica. Il divario è stato particolarmente marcato al Nord, dove le elaborazioni di Icona Clima/Meteo Expert registrano -64% al Nord-Ovest e -56% al Nord-Est: per il settentrione nel suo insieme, si tratta del terzo aprile più secco della serie storica, dopo il 2011 e il 2007.
Su scala globale il contesto è coerente: aprile 2026 è stato il terzo mese di aprile più caldo mai registrato a livello planetario, con una temperatura media dell'aria in superficie di 14,89°C (+0,52°C sulla media 1991-2020). Le temperature superficiali degli oceani extra-polari hanno raggiunto i 21,00°C, secondo valore più alto mai osservato per il mese di aprile, dopo il record del 2024.
Maggio: caldo e siccità al Nord, eventi estremi al cambio di stagione
Maggio ha confermato il trend termico positivo su scala nazionale, con anomalie positive diffuse specie nella seconda metà del mese. Per il Piemonte i dati ARPA sono illustrati oggi in un altro articolo. Sul resto del Nord i segnali sono stati analoghi: alta pressione persistente, precipitazioni inferiori alla norma, risorse idriche in progressivo deterioramento.
La Lombardia ha vissuto una stagione agricola già complicata prima ancora degli eventi estremi di fine maggio e inizio giugno. In provincia di Brescia, prima provincia italiana per valore della zootecnia bovina e tra le principali per la produzione di latte, il caldo record di inizio primavera ha determinato un forte aumento dei costi irrigui e ha anticipato le fioriture, in particolare per Chardonnay e Groppello in zona Lugana, con attenzione elevata per flavescenza dorata e oidio.
La grandinata di fine maggio-inizio giugno: Lombardia, Veneto, Emilia
Nella settimana a cavallo tra fine maggio e i primi giorni di giugno una serie di eventi temporaleschi violenti ha percorso il Centro-Nord. Coldiretti ha segnalato, sulla base di un primo monitoraggio territoriale del 3 giugno, danni a cereali, ortaggi e frutta con allerta gialla attiva in 14 regioni.
In Lombardia la Bassa Bresciana è stata colpita da grandinate di fine maggio che, secondo le prime verifiche dei tecnici di Coldiretti Brescia, hanno interessato in particolare i comuni di Montirone, Borgosatollo, Ghedi e Bagnolo Mella con danni a mais, stalle, capannoni e impianti fotovoltaici. Nel Mantovano una violenta grandinata ha colpito coltivazioni di meloni, cocomeri, mais e frutteti. Nel Cremonese il vento ha scoperchiato serre e fabbricati agricoli, con mais e frumento schiacciati al suolo.
In Veneto le province orientali avevano già subito grandinate significative nella prima decade di giugno. La presidente di Coldiretti Venezia ha descritto una stagione segnata da sfasamenti termici - caldo anomalo a inizio primavera che anticipa il risveglio vegetativo, poi ritorni di freddo in aprile e maggio che bloccano lo sviluppo - con conseguenze sugli ortaggi e sugli impianti frutticoli, oltre al problema degli insetti svernanti come la cimice asiatica e gli afidi, che in inverni miti trovano condizioni favorevoli alla sopravvivenza.
In Emilia-Romagna il bilancio è stato pesante soprattutto in provincia di Ferrara, dove piogge e vento hanno causato danni a grano, mais, soia, pomodori, orticole e frutteti. Nel Modenese il frumento è stato allettato a pochi giorni dalla mietitura; nella zona di Finale Emilia le orticole a pieno campo hanno subito danni rilevanti.
La necessità degli invasi e di adeguati strumenti assicurativi
Gli eventi della primavera 2026 ripropongono un tema strutturale che le organizzazioni agricole segnalano con regolarità. Coldiretti ha ricordato che nei soli ultimi dodici mesi si sono registrati in Italia quasi 2.800 eventi estremi, tra nubifragi, tempeste e ondate di calore, pari a oltre un quarto di quelli censiti nell'intera Europa nello stesso periodo. L'organizzazione ha rinnovato la richiesta di un piano nazionale invasi, con l'obiettivo di aumentare la capacità di raccolta dell'acqua piovana, ridurre il rischio di esondazioni e contribuire alla sicurezza delle produzioni irrigue, che rappresentano il 41% del valore aggiunto agricolo nazionale.
Sul versante assicurativo le coperture disponibili restano giudicate insufficienti dalle organizzazioni di categoria per costi e franchigie: un nodo che gli eventi di questa stagione - siccità prima, grandine poi, entrambe difficilmente prevedibili nella loro intensità - rendono più urgente da affrontare.