MARCHISIO A COAZZOLO: IL PIEMONTE CHE SORPRENDE TRA BOLLICINE, MOSCATO E TREBBIANO




Una classica azienda famigliare piemontese condotta dalla famiglia Marchisio da ben sette generazioni, in un territorio sito tra Langa, Monferrato e Roero. Tutto nasce dalla passione e dall'esperienza degli avi, dall'amore per questa terra benedetta e di conseguenza per la viticoltura e l'enologia che ne sono l’anima. L’ambiente circostante è composto da piccole valli che, dolcemente, offrono scorci di lunghi crinali e grandi aperture all'orizzonte. I morbidi pendii del terreno ne permettono la lavorazione con attrezzature meccaniche, creando ampi campi regolari così da formare forme geometriche piacevolmente definite e ordinate, regalando appezzamenti esposti in ogni punto cardinale.



Oggi Francesco Marchisio, di formazione enotecnico, diplomato alla Scuola Enologica di Alba, ha le redini della cantina ma i genitori Carlo e Loredana ne seguono ancora con attenzione l’operato e lo affiancano quotidianamente. La sua filosofia si riassume in poche parole: rese uva/vino bassissime, potatura verde e uso limitato di prodotti chimici.  Ama ripetere che la natura è stata conquistata grazie agli sforzi dei nostri antenati. Questa sfida familiare deve continuare nel presente e nel futuro: crescere nel rispetto dell’immensa bellezza che ci circonda, senza dimenticare la sua forte valenza economica.” 

 

Oltre a coltivare i suoi vigneti che producono circa 20 000 bottiglie all’anno, svolge un’altra attività, sempre in ambito enologico che lo vede presidente e amministratore delegato di Oeno Piemonte, società di servizi per l’enologia, partner dell’Istituto Oeno Italia, molto attiva sulla spumantizzazione.

 

E sono proprio le bollicine che iniziano il percorso di degustazione organizzato la settimana scorsa. Un Dolcetto spumante Metodo Classico, millesimo 2021, dal bouquet floreale e dalla piacevole spumosità in bocca, che mi ha riconciliato con il vitigno che era, per tradizione, il concorrente della Barbera nelle preferenze dei bevitori piemontesi, nelle osterie di una volta. Tre anni fa, ricordo la degustazione di un indimenticabile Nebbiolo rosé, sempre figlio del Metodo Tradizionale, ahimé non più prodotto. I campioni in assaggio sembrano non più finire, ben 15 referenze che regalano chicche più uniche che rare. Il Moscato si declina in quante più tipologie possibili: secco spumantizzato, secco fermo, delizioso passito e il mosto parzialmente fermentato che siamo abituati a bere entro l’anno, era stato vinificato nel 2003, ben 23 anni fa! Da provare, assolutamente!

 

Frutto della straripante e contagiosa passione di Francesco, quanto mai anomalo in queste terre, il bianco Trebbiano che viene proposto in diverse annate risalenti fino al 2016. Se non fosse già successo prima, l’ultimo discendente dei Marchisio di Osasca, ci avrebbe ammaliati con questo vitigno dell’Italia centrale in memorabile declinazione sabauda. E mamma Loredana ha egregiamente contribuito alla riuscita della giornata con saporiti manicaretti (insalata russa e di pollo, goduriosi agnolotti e zuppa inglese) che seguivano rustici e saporiti salumi e formaggi.

 

Aggiungiamo la compagnia di un gruppo gaudente di amici e la giornata rimarrà scolpita nella memoria dei partecipanti per molto tempo!

 

 

Tenimenti Marchisio d’Osasca

Via Osasca, 13 - Coazzolo d'Asti (AT)

Tel: +39 339 82 48 756

fmarchisio86@gmail.com


Foto: Andrea Di Bella