MENSE SCOLASTICHE: ACCORDO COLDIRETTI – MEDICI PEDIATRI PER QUALITÀ E FILIERE ITALIANE

La ristorazione scolastica torna al centro del dibattito su salute pubblica e filiere agroalimentari con la firma, a Roma, del protocollo tra Coldiretti, Filiera Italia e Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). L’iniziativa, presentata ieri a Roma a Palazzo Rospigliosi nella sede di Coldiretti nel corso di un convegno dedicato alla fascia 0-3 anni, punta a rafforzare il ruolo delle mense quale strumento di educazione alimentare e leva per orientare la domanda verso prodotti agricoli nazionali.

 

“Vogliamo costruire un futuro più sano per i nostri figli, partendo dall’educazione al cibo – ha dichiarato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – Un’alimentazione consapevole è la prima forma di prevenzione e rispetto per la salute, l’ambiente e l’economia agricola del Paese. Per questo, con il protocollo di intesa siglato con Filiera Italia e FIMP, puntiamo a una ristorazione scolastica di qualità negli asili nido e nelle scuole, con cibo a km zero, stop al junk food e programmi educativi fin dai primi anni di vita. È un impegno concreto per combattere l’obesità infantile e garantire alle nuove generazioni il diritto a un cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito”.

 

Il tema riguarda una platea ampia. In Italia circa 1,9 milioni di alunni utilizzano le mense scolastiche, di cui quasi la metà nei servizi per l’infanzia. Si tratta di un segmento rilevante anche sotto il profilo economico: la ristorazione collettiva scolastica rappresenta un mercato stimato in oltre 4 miliardi di euro annui (elaborazioni su dati ANAC e Nomisma), con effetti diretti sulla domanda di materie prime agricole.

 

L’accordo si inserisce in un quadro sanitario che continua a destare attenzione. Secondo il sistema di sorveglianza “OKkio alla Salute” dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2023 il 19% dei bambini italiani di 8 - 9 anni era in sovrappeso e il 9,8% obeso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica nei primi mille giorni di vita una fase determinante per la prevenzione delle patologie croniche legate all’alimentazione.

 

Il protocollo introduce una linea operativa chiara: maggiore integrazione tra sistema agricolo, industria alimentare e pediatri, con l’obiettivo di incidere sia sulla qualità dei pasti sia sui comportamenti alimentari. Il riferimento esplicito è alla dieta mediterranea e all’utilizzo di prodotti freschi, stagionali e preferibilmente di origine nazionale.

 

La questione della qualità si intreccia con quella degli approvvigionamenti. Coldiretti e Filiera Italia spingono per un rafforzamento delle filiere corte nelle mense, anche come alternativa alla logica del massimo ribasso negli appalti pubblici. Secondo ISMEA i modelli di filiera corta possono generare un incremento del valore aggiunto agricolo fino al 20-30%, ma la loro diffusione resta disomogenea sul territorio, condizionata dalle modalità di gestione delle gare e dai vincoli di spesa degli enti locali.

 

Dal lato sanitario l’attenzione si concentra soprattutto sulla prima infanzia. La letteratura scientifica evidenzia una maggiore vulnerabilità dei bambini ai contaminanti alimentari. L’EFSA segnala che l’esposizione precoce a residui chimici può avere effetti sullo sviluppo neurologico. Da qui la richiesta, rilanciata durante il convegno, di rafforzare tracciabilità e controlli, privilegiando filiere certificate.

 

L’iniziativa risponde anche a una domanda crescente da parte delle famiglie. Il rapporto Censis-Coldiretti indica che l’86% degli italiani vorrebbe più prodotti locali e stagionali nelle mense, mentre l’83% è favorevole a limitazioni sugli alimenti ultra-processati. Tuttavia, la percezione della qualità resta disomogenea: solo il 34% dei genitori esprime un giudizio pienamente positivo sui pasti scolastici.

 

Il nodo resta quindi l’attuazione. Il protocollo definisce un indirizzo, ma l’effettiva applicazione dipenderà dai capitolati d’appalto, dalle risorse disponibili e dalla capacità di coordinamento tra amministrazioni locali, gestori del servizio e filiera produttiva. In questo quadro, la ristorazione scolastica si conferma un punto di intersezione tra politiche agricole, sanitarie e sociali, con margini di miglioramento ancora ampi sia sul piano qualitativo, sia su quello organizzativo.