NGT/TEA: VIA LIBERA IN COMMISSIONE AMBIENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO

Ieri la Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato l’accordo provvisorio sulle nuove tecniche genomiche (NGT), note in Italia come Tecniche di evoluzione assistita (TEA). Il testo, frutto del trilogo raggiunto nel mese scorso tra Parlamento, Consiglio e Commissione UE, rappresenta un passaggio chiave nel percorso di riforma del quadro normativo europeo sull’innovazione genetica in agricoltura.

 

Due categorie: NGT-1 e NGT-2

L’accordo introduce una distinzione netta tra due categorie. Le NGT-1 comprendono piante ottenute con modifiche genetiche assimilabili a quelle che potrebbero avvenire in natura o con il miglioramento convenzionale: per queste non è prevista un’etichettatura specifica sul prodotto finale, ma solo sulla semente. Le NGT-2 restano invece soggette alla normativa sugli OGM. L’impianto regolatorio si fonda su evidenze scientifiche che attribuiscono alle NGT un ruolo strategico nell’adattamento ai cambiamenti climatici e nella difesa dalle fitopatie, con una potenziale riduzione degli input chimici stimata tra il 20 e il 49% a parità di resa.

 

Mondo agricolo soddisfatto

Il voto in Commissione Ambiente (59 favorevoli, 24 contrari e 2 astenuti) è stato accolto positivamente dalle principali organizzazioni agricole italiane. Confagricoltura, con la responsabile della Federazione Nazionale di Prodotto delle Proteoleaginose Deborah Piovan, parla di un segnale concreto per recuperare competitività rispetto a Stati Uniti e Cina, dove le NGT sono già applicate in campo e integrate nei programmi di miglioramento genetico. Analoga la posizione della Cia: il presidente Cristiano Fini definisce le NGT uno strumento “cruciale per la transizione green” e sollecita un’approvazione rapida in plenaria e in Consiglio, senza arretramenti politici. Per Coldiretti “Il voto favorevole in Comenvi rappresenta una vittoria per gli agricoltori e un passo avanti importante sull’utilizzo delle Tea per combattere i cambiamenti climatici e ridurre l’uso di input chimici”.

 

Il percorso europeo si intreccia con le scelte nazionali. La proroga fino a fine 2026 delle sperimentazioni in campo delle TEA, approvata dal Senato, consente al sistema della ricerca pubblica – in particolare al CREA – di consolidare i risultati su colture strategiche. I prossimi passaggi in plenaria al Parlamento europeo e al Consiglio saranno decisivi. In prospettiva la vera sfida sarà integrare le NGT nel quadro della PAC post-2027, garantendo certezze agli agricoltori, tutela delle filiere biologiche e un equilibrio sui diritti di brevetto.