NOCCIOLE, A CASTAGNOLE DELLE LANZE IL PRIMO PREZZO 2026 È DI 10 EURO PER PUNTO RESA

Alla 167ª Fiera della Nocciola fissato il primo riferimento della nuova campagna. Con 44 punti resa il valore corrisponde a 440 euro al quintale. Ferrando (Cia Alessandria-Asti): «Buon punto di partenza». Griseri (Nocciole Service): «Importante tornare a un prezzo legato alla qualità». Il mercato dovrà ora confrontarsi con quantità, caratteristiche del raccolto e quotazioni delle altre varietà italiane.

 

A Castagnole delle Lanze (Asti) la campagna commerciale delle nocciole 2026 parte da 10 euro per punto resa. È il primo riferimento battuto alla 167ª Fiera della Nocciola per le partite di qualità di prima fascia. Tradotto in valore per quintale, significa 440 euro con una resa di 44 punti, ma la quotazione effettiva dipenderà dalla qualità di ciascuna partita. Il dato arriva mentre la raccolta è ancora in corso e molte aziende devono completare le successive passate. Per questo i 10 euro costituiscono un riferimento iniziale, destinato nelle prossime settimane a confrontarsi con le quantità effettivamente raccolte, le rese, la qualità e soprattutto con le contrattazioni di mercato. La scelta di esprimere nuovamente il valore in euro per punto resa assume particolare rilievo per i produttori: collega direttamente la remunerazione alle caratteristiche commerciali delle nocciole e consente di distinguere le partite di qualità diversa.

 

Con 44 punti resa il valore è di 440 euro al quintale

 

Il punto resa misura la quantità di prodotto utilizzabile ricavabile da un campione di nocciole in guscio, tenendo conto dei difetti e del prodotto sotto calibro. Il valore della partita deriva quindi dalla moltiplicazione tra la resa accertata e il prezzo attribuito a ogni punto. Con il riferimento di Castagnole, una partita con 42 punti resa raggiunge 420 euro al quintale, con 44 punti sale a 440 euro e con 46 punti arriva a 460 euro.

Il sistema rende immediatamente visibile anche il valore economico della qualità: due aziende che vendono allo stesso prezzo per punto possono ottenere ricavi differenti per quintale in funzione della resa commerciale delle rispettive produzioni.


Daniela Ferrando, presidente di Cia Alessandria-Asti e produttrice di nocciole a Trisobbio, esprime soddisfazione per l'esito della battitura.

«È un buon punto di partenza, si tratta di una quotazione che andrà a superare i 400 euro/quintale per partite di buona qualità. La campagna di raccolta è circa a metà svolgimento e si presenta buona, speriamo che nelle prossime settimane il mercato recepisca questo prezzo e dia risultati ancora migliori, valutata la qualità del prodotto. Porta un po' di ottimismo dopo annate gravi».

 

Griseri: «Il prezzo per punto resa premia le aziende che producono qualità»

 

Sul significato della quotazione interviene anche Gianluca Griseri, tecnico corilicolo e titolare di Nocciole Service, che richiama l'attenzione sia sulla fase ancora iniziale della raccolta, sia sul ritorno a un sistema di prezzo direttamente collegato alla qualità.

«È sicuramente un prezzo iniziale - spiega Griseri - anche perché molte aziende hanno appena effettuato la prima passata e devono ancora procedere con la seconda raccolta. È importante che si torni a parlare di prezzo per punto resa: non un prezzo forfettario, ma una quotazione legata alla qualità e quindi alle diverse fasce qualitative. In questo modo vengono premiate le aziende che riescono a produrre nocciole con caratteristiche migliori».


Il meccanismo assume particolare rilevanza in una corilicoltura nella quale resa alla sgusciatura, difettosità, calibro e caratteristiche merceologiche incidono direttamente sulla destinazione e sul valore del prodotto. Per l'impresa agricola, migliorare la qualità commerciabile significa quindi aumentare il valore ottenibile dalla stessa quantità di nocciole in guscio. Griseri invita tuttavia a leggere i 10 euro come il punto dal quale prende avvio la nuova campagna, non come un valore già consolidato.

«È un prezzo con il quale giustamente bisogna partire, ma dovrà poi confrontarsi con il mercato e soprattutto con i prezzi delle altre varietà, come Mortarella e Romana», sottolinea.

Il confronto con le produzioni delle altre aree corilicole italiane sarà uno degli elementi da seguire. Industria e operatori acquistano infatti nocciole con caratteristiche differenti provenienti dai principali bacini produttivi nazionali e internazionali. Disponibilità, qualità e prezzi delle diverse origini contribuiscono alla formazione degli equilibri commerciali.

 

Dal prezzo della Fiera alle quotazioni ufficiali: due indicatori diversi

 

Il confronto con gli anni precedenti richiede però una distinzione metodologica. Il primo prezzo battuto a Castagnole delle Lanze e le quotazioni ufficiali della Camera di Commercio di Alessandria-Asti non sono lo stesso indicatore. La Fiera fornisce un primo riferimento all'apertura della campagna. I listini camerali rilevano invece successivamente i prezzi all'ingrosso sulla piazza di Alessandria e Asti e consentono di osservare come il mercato si assesta con l'avanzare della commercializzazione. La distinzione è particolarmente importante quando si confrontano valori espressi in euro al quintale con quotazioni in euro per punto resa. Il secondo parametro permette di incorporare nel prezzo la qualità commerciale della partita e offre quindi una base tecnica più omogenea.

 

Nel 2024, alla vigilia della Fiera di Castagnole delle Lanze, il primo orientamento si collocava in una forbice di 320-420 euro al quintale. Le successive rilevazioni ufficiali mostrarono livelli più definiti: il 3 ottobre 2024 la Camera di Commercio di Alessandria-Asti indicava un prezzo medio di 10,80 euro per punto resa per la Nocciola Piemonte IGP e di 10,10 euro per la Tonda Gentile Trilobata.

 

Nel 2025 il segnale iniziale fu decisamente più elevato. A Castagnole venne indicata una forbice di 470-520 euro al quintale, in un'annata condizionata dalla limitata disponibilità di prodotto e dalle criticità produttive.

Le quotazioni camerali confermarono successivamente livelli sostenuti. Nella rilevazione del 13 febbraio 2025, la Nocciola Piemonte IGP risultava a un prezzo medio di 11,85 euro per punto resa, mentre la Tonda Gentile Trilobata si attestava a 11,40 euro.

 

A gennaio 2026 il vecchio raccolto superava i 13 euro per punto resa


Il confronto diventa ancora più interessante osservando l'ultima parte della precedente campagna commerciale.

Il 29 gennaio 2026 la Camera di Commercio di Alessandria-Asti rilevava 14,30 euro per punto resa per la Nocciola Piemonte IGP, 15,70 euro per la Piemonte IGP biologica e 13,70 euro per la Tonda Gentile Trilobata, quest'ultima per le caratteristiche qualitative previste dal listino camerale. A una resa puramente teorica di 44 punti, 14,30 euro per punto equivalgono a circa 629 euro al quintale, mentre 13,70 euro corrispondono a circa 603 euroIl confronto richiede tuttavia cautela: quelle quotazioni riguardavano il prodotto della precedente campagna presente sul mercato nel gennaio 2026, mentre i 10 euro per punto resa battuti oggi a Castagnole riguardano l'avvio commerciale del nuovo raccoltoProprio la distanza che può formarsi tra prezzo iniziale e quotazioni successive mostra perché il riferimento della Fiera debba essere interpretato come segnale di apertura e non come previsione del prezzo medio dell'intera campagna.

 

Adesso la parola passa a raccolto e mercato

 

Le prossime settimane saranno decisive. La raccolta deve essere completata in numerose aziende e soltanto con una disponibilità più ampia di campioni sarà possibile delineare con maggiore precisione resa media, incidenza dei difetti, calibro e qualità complessiva della produzione 2026A questi elementi produttivi si aggiungeranno le variabili commerciali: disponibilità delle altre varietà italiane, andamento delle produzioni estere, domanda dell'industria dolciaria e scorte presenti sul mercato.