NOCCIOLE, LA TURCHIA ALZA I PREZZI TMO DEL 28%. IL CAMBIO ATTENUA L’IMPATTO SUL MERCATO EUROPEO

La Turchia apre la campagna 2026/27 delle nocciole con prezzi pubblici di acquisto in forte aumento. Il TMO ha fissato 255 lire turche/kg per la qualità Giresun, 250 per la Levant e 245 per la Sivri, su prodotto in guscio con resa del 50%. Rispetto al 2025, l’incremento si avvicina al 28%, ma per gli operatori dell’area euro l’effetto è decisamente più contenuto per il deprezzamento della valuta turca. Nel 2025 il TMO riconosceva 200 lire/kg per la Giresun, 195 per la Levant e 190 per la Sivri. Gli aumenti risultano quindi rispettivamente del 27,5%, 28,2% e 28,9%. Per le rese superiori al 50%, nel 2026 sono inoltre previste maggiorazioni di 5,10 lire/kg per ogni punto aggiuntivo sulla Giresun e di 5 lire sulla Levant. Gli acquisti della nuova campagna sono partiti il 24 agosto.

 

In euro il rincaro scende intorno al 9-10%

 

Il dato in lire turche non misura però l’effettivo incremento di costo per l’industria europea. Il 5 agosto 2025, giorno dell’annuncio dei prezzi della precedente campagna, il cambio di riferimento era di 46,9509 lire turche per euro. Il 6 agosto 2026, alla presentazione dei nuovi prezzi, era salito a 54,9341 lire per euro. Ai cambi delle rispettive date, la Giresun passa quindi da circa 4,26 a 4,64 euro/kg, con un aumento vicino al 9%. La Levant sale da circa 4,15 a 4,55 euro/kg, poco meno del 10%. La svalutazione della lira assorbe dunque una parte consistente dell’aumento deciso dal TMO. È questo il dato più significativo per gli utilizzatori europei: un rialzo nominale prossimo al 28% in Turchia si traduce, al cambio, in un incremento inferiore al 10%.

 

TMO e prezzi italiani non sono direttamente confrontabili

 

Il prezzo TMO resta comunque un riferimento importante per il mercato internazionale, ma non equivale al costo della nocciola turca consegnata a un’industria italiana. Si tratta di un prezzo di intervento riconosciuto al produttore. Sul valore finale incidono successivamente qualità e resa della partita, selezione, eventuale sgusciatura, commercializzazione, trasporto, assicurazione e margini degli operatori. Aggiungere al prezzo TMO il solo costo logistico per ottenere una presunta quotazione “franco Italia” porterebbe quindi a un confronto poco significativo. Per valutare la competitività tra prodotto turco e italiano servono prezzi riferiti alla stessa forma commerciale, resa, qualità e condizione di consegna.

 

In Italia quotazioni sostenute

 

Anche il mercato italiano si presenta su livelli elevati. Le ultime rilevazioni ISMEA disponibili per fine luglio indicano, per il raccolto della scorsa annata, 5,40 euro/kg a Cuneo per la Tonda Gentile Trilobata, 4,75 euro/kg a Salerno per la Tonda di Giffoni e 4 euro/kg a Viterbo per la Tonda Romana. In Campania la Lunga San Giovanni si colloca tra 3,10 e 3,15 euro/kg, mentre la Mortarella è rilevata a 3,35 euro/kg. Particolarmente marcato il confronto con luglio 2025 per alcune varietà: il prezzo medio mensile della Tonda di Giffoni risulta superiore del 41% su base annua e quello della Tonda Romana dell’83,6%. Più contenuto, pari all’8%, l’incremento della Tonda Gentile Trilobata. Sono quotazioni all’origine rilevate da ISMEA, riferite ancora al raccolto 2025, e non prezzi specifici delle produzioni certificate. Il premio commerciale delle denominazioni di origine dipende anche da caratteristiche qualitative, tracciabilità, disciplinari e destinazione del prodotto.

 

L’Italia copre poco più della metà del proprio fabbisogno

 

Il peso della Turchia sul mercato nazionale va letto anche alla luce del deficit strutturale italiano. Secondo le elaborazioni ISMEA su dati Istat, nel 2024 l’Italia ha prodotto circa 121 mila tonnellate di nocciole, espresse in equivalente prodotto in guscio, a fronte di importazioni per circa 139 mila tonnellate. La disponibilità complessiva è stata di circa 259 mila tonnellate, con 39 mila tonnellate destinate all’esportazione e un consumo apparente di 220 mila tonnellate. Il grado di autoapprovvigionamento si è fermato al 55%. L’industria italiana deve quindi ricorrere in misura rilevante al prodotto estero e la Turchia rimane il principale riferimento internazionale per disponibilità e formazione dei prezzi.

 

Il mercato guarda ora alle quotazioni reali della nuova campagna

 

L’aumento TMO fornisce un sostegno ai prezzi alla produzione turchi e pone una base elevata per l’avvio della campagna 2026/27. Il suo effetto sul mercato italiano sarà però determinato soprattutto dalle quotazioni effettivamente praticate dagli esportatori, dall’andamento del cambio e dalla disponibilità reale di prodotto.Sul fronte italiano peseranno quantità raccolte, resa in sgusciato e qualità delle partite. Le quotazioni risultavano già sostenute prima dell’avvio della nuova raccolta e il nuovo riferimento turco riduce, almeno nella fase iniziale della campagna, lo spazio per forti ribassi. Per produttori e industria il punto da monitorare sarà quindi il differenziale tra le offerte commerciali turche e i prezzi delle principali aree corilicole italiane. Il +28% annunciato dal TMO è un segnale forte per il mercato turco; espresso in euro, il suo impatto è molto più contenuto.