OPERA LA PERA PREPARA LA CAMPAGNA 2026/2027

Per Opera La Pera, il consorzio che riunisce i soci delle OP Apo Conerpo e Orogel,  la campagna commerciale 2025/2026 si è chiusa per in un contesto tra i più difficili che la pericoltura italiana abbia attraversato negli ultimi anni. Volumi contratti, rese per ettaro ancora lontane dalla normalità, concorrenza europea aggressiva: questi i tre fattori che hanno segnato la stagione, secondo il bilancio tracciato dal presidente Adriano Aldrovandi e dal direttore Manuel Manfredi.

 

La produzione italiana di pere nel 2025 si è attestata intorno a 293.000 tonnellate, in calo del 27% rispetto al 2024, con una superficie in produzione nazionale scesa a circa 19.600 ettari, di cui circa 10.500 in Emilia-Romagna, regione che concentra la quota maggiore della pericoltura nazionale. Tra il 2018 e il 2025, secondo elaborazioni di CSO Italy e UNAPera, la superficie coltivata a pere in Italia è passata da 30.000 a 19.600 ettari, mentre la produzione si è quasi dimezzata rispetto alla media 2015-2018, pari a circa 728.000 tonnellate.

 

Alla base di questo ridimensionamento vi è la combinazione di diversi fattori che negli ultimi anni hanno colpito il comparto: la diffusione della maculatura bruna, i danni provocati dalla cimice asiatica, le gelate primaverili e gli eventi climatici estremi sempre più frequenti. A questi si aggiungono l'aumento dei costi di produzione e la riduzione degli investimenti in nuovi impianti. La capacità produttiva della pericoltura italiana si è progressivamente ridotta, sia per la contrazione delle superfici, sia per il calo delle rese. In questo quadro strutturalmente fragile Opera La Pera ha scelto di concentrare l'azione commerciale sulla difesa del valore delle partite più pregiate. “Su Abate e Williams siamo riusciti a mantenere un presidio commerciale importante, soprattutto sui calibri nobili e sulle partite di migliore qualità”, ha dichiarato Manfredi, precisando che la strategia adottata ha consentito di salvaguardare livelli soddisfacenti di prezzo sulle produzioni più qualificate, mentre più problematico si è rivelato l'andamento delle varietà maggiormente esposte alla concorrenza internazionale o caratterizzate da una domanda strutturalmente più debole.

 

Negli ultimi anni le rese medie italiane si sono collocate intorno alle 20 tonnellate per ettaro, mentre nei principali Paesi concorrenti del Nord Europa possono raggiungere o superare le 60 tonnellate per ettaro. Un divario che non può essere colmato dalla sola leva del prezzo. “La difesa del prezzo è indispensabile, ma da sola non può compensare rese per ettaro ancora troppo basse”, ha sottolineato Manfredi, indicando nel recupero di produttività ed efficienza la sfida strutturale dei prossimi anni, “senza arretrare sul posizionamento delle varietà che il mercato continua a riconoscere come distintive della storica pericoltura italiana”.

 

Sul fronte organizzativo il consiglio di amministrazione di Opera ha deliberato, su richiesta dei soci Patfrut, Pro.Pa.R. e Naturitalia, una deroga commerciale circoscritta alla fatturazione centralizzata tramite il consorzio per la sola stagione 2026/2027. La deroga riguarda un quantitativo appena superiore al 10% del prodotto previsto in conferimento. “Opera è una cooperativa e ha il dovere di valutare le esigenze dei propri soci, anche quando queste richiedono soluzioni non ordinarie”, ha commentato il presidente Aldrovandi, definendo l'approccio “responsabile e pragmatico”.

 

Pienamente confermate le funzioni centrali del consorzio: commercializzazione delle pere dei soci, custodia e regolamentazione del marchio, raccolta e monitoraggio dei dati analitici di mercato, coordinamento tra i soci e rappresentanza nei tavoli comuni, in particolare in ambito UNAPera. La Pera dell'Emilia-Romagna IGP, che tra il 2016 e il 2025 ha visto gli ettari certificati crescere da 700 a circa 3.600, rimane uno degli strumenti di valorizzazione su cui il comparto punta per differenziare il prodotto italiano dalla concorrenza estera.

 

Per la campagna 2026/2027 Opera La Pera guarda avanti con l'obiettivo di migliorare l'efficienza commerciale e operativa, tutelare le proprie produzioni attraverso il marchio e l'IGP e salvaguardare il valore distintivo della pera italiana in un mercato europeo sempre più competitivo. In questo scenario, la crescita produttiva registrata negli ultimi anni dai Paesi del Nord Europa rappresenta una sfida ulteriore per un comparto che punta a recuperare produttività senza rinunciare al proprio posizionamento qualitativo.