PAC POST-2027: IL FRONTE AGRICOLO SI COMPATTA SULLE CRITICHE
Il dibattito sulla Politica agricola comune 2028-2034 si accende con un fronte agricolo sempre più compatto. Il Parere 05/2026 della Corte dei Conti europea, adottato il 5 febbraio e pubblicato ieri, solleva rilievi tecnici che trovano piena convergenza nelle valutazioni espresse dalle principali organizzazioni agricole italiane. Coldiretti, Confagricoltura e Cia leggono nel documento dell’organo di controllo Ue una conferma puntuale delle criticità denunciate dal settore.
Nel suo parere sulla Pac 2028-2034, la Corte dei Conti UE segnala che l’eliminazione del fondo agricolo dedicato e il ricorso al Fondo unico rischiano di rendere la politica agricola meno prevedibile, più disomogenea tra Stati membri e meno efficace nel garantire parità di condizioni e stabilità dei pagamenti.
Per Confagricoltura “la complessità della prossima programmazione rischia di creare incertezza, ritardare l'erogazione dei fondi e compromettere l'obiettivo di semplificazione. Di fatto significa non raggiungere gli obiettivi stessi della politica agricola comune. Il fatto che i governi possano decidere di destinare o meno, al di fuori della riserva agricola garantita una consistente quota di risorse al settore primario o ad altri àmbiti - sottolinea Confagricoltura - crea una conseguente potenziale disparità nella capacità competitiva delle imprese agricole nell’ambito stesso dell’Ue”.
Secondo Coldiretti “i rilievi della Corte dei Conti Ue sull’attuale architettura della Pac confermano le perplessità manifestate dalla Coldiretti sulle criticità della proposta della Commissione Ue, che rischia di snaturare la Politica agricola comune, complicare le regole per l'accesso ai fondi delle imprese, andare in direzione opposta alle esigenze di semplificazione e far venire meno quell’eccezionalismo agricolo che ha garantito la crescita della produzione agroalimentare europea".
“Anche la Corte dei Conti europea dà ragione agli agricoltori”, ha dichiarato il presidente nazionale della Cia Cristiano Fini, sottolineando come il parere confermi “tutti i timori avanzati dal settore primario”. Pur non essendo vincolante, secondo Cia il documento rafforza in modo inequivocabile le critiche portate avanti anche nelle recenti mobilitazioni a Bruxelles e Strasburgo.
Nel mirino dell’organizzazione agricola c’è soprattutto la scelta di tagliare le risorse all’agricoltura e convogliarle in un fondo unico, che per Cia equivale a “svuotare la PAC del suo carattere comune” e ad aprire la strada a una pericolosa rinazionalizzazione della politica agricola.
Foto: European Court of Auditors