PAC POST-2027 SOTTO ESAME: L’ALLARME DELLA CORTE DEI CONTI UE

Nel Parere 05/2026 adottato il 5 febbraio 2026 la Corte dei Conti europea analizza l’impianto della proposta di Politica agricola comune per il periodo 2028-2034, evidenziando una serie di criticità strutturali che incidono direttamente su efficacia, governance e prevedibilità della politica agricola.

 

Il primo elemento riguarda la complessità della nuova architettura: la Corte segnala che la combinazione tra piani nazionali e regionali di partenariato (NRP) e una struttura giuridica frammentata su più regolamenti rischia di creare incertezza per gli Stati membri e scarsa prevedibilità per i beneficiari, con possibili ritardi nell’erogazione dei fondi, in contraddizione con l’obiettivo dichiarato di semplificazione.

 

Un passaggio centrale è la scomparsa, per la prima volta dal 1962, di un fondo specifico per l’agricoltura. La Pac confluisce nel nuovo Fondo unico insieme a politiche di coesione, sicurezza e altre priorità Ue. Secondo la Corte, questa scelta indebolisce la completezza e riconoscibilità della Pac, rendendo più complessa la gestione e meno chiara l’effettiva destinazione delle risorse agricole.

 

La Corte evidenzia inoltre una forte incertezza finanziaria: l’ammontare complessivo delle risorse Pac sarà noto solo dopo l’approvazione dei piani NRP, rendendo difficile sia la programmazione aziendale sia il confronto con il livello di sostegno garantito nella Pac 2021-2027.

 

Particolare attenzione è dedicata alla maggiore flessibilità concessa agli Stati membri. Pur riconoscendone i potenziali vantaggi, la Corte avverte che essa non deve compromettere il carattere “comune” della Pac, poiché potrebbe generare disparità tra agricoltori, distorsioni concorrenziali e un indebolimento del mercato unico.

 

Infine, la Corte richiama la necessità che la Commissione eserciti un forte ruolo di indirizzo, affinché la flessibilità nazionale non pregiudichi gli obiettivi fondamentali della Pac: reddito equo per gli agricoltori, sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente.


Foto: European Court of Auditors