PIEMONTE: MAGGIO ECCESSIVAMENTE CALDO E GRANDINATE

I dati ARPA registrano il settimo maggio più caldo degli ultimi settant'anni e, per la prima volta in due anni, siccità moderata nel nord della regione. Il 2 giugno le grandinate danneggiano i noccioleti del Monregalese. Allasia (Confagricoltura Piemonte): “Servono invasi e strumenti assicurativi adeguati”.


In Piemonte la primavera 2026 si avvia alla chiusura con un bilancio meteorologico che merita attenzione. Un maggio più caldo e meno piovoso della norma ha determinato un progressivo deterioramento delle risorse idriche regionali, con la comparsa, per la prima volta in due anni, di condizioni di siccità moderata nel nord della regione. Il 2 giugno violenti temporali con grandinate hanno causato danni rilevanti alle colture, in particolare ai noccioleti del Monregalese.


I dati ARPA: maggio caldo e precipitazioni in deficit


Il bollettino sulla situazione idrica pubblicato da ARPA Piemonte il 4 giugno 2026 fornisce un quadro dettagliato della primavera che si sta concludendo. Maggio 2026 si colloca al settimo posto nella graduatoria dei mesi di maggio più caldi registrati in Piemonte negli ultimi settant'anni, con un'anomalia media di circa 1,1°C rispetto alla norma climatica 1991-2020. Nell'ultima decade del mese le anomalie termiche hanno raggiunto 8-10°C sopra la media, con lo zero termico oltre i 4.000 metri per più giorni consecutivi. Nuovi record di temperatura massima sono stati registrati in 57 stazioni della rete meteorologica regionale. Sul fronte delle precipitazioni le piogge medie di maggio sul bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino, si sono fermate intorno ai 70 mm, con uno scarto negativo del 44% rispetto alla media 1991-2020. Nelle zone settentrionali e orientali il deficit ha raggiunto il 50%. La cumulata da inizio anno idrologico risulta anch'essa negativa, con uno scarto del 23% rispetto alla norma.


Le conseguenze si riflettono sulle portate dei corsi d'acqua: il Po all'idrometro di Isola Sant'Antonio ha registrato una portata media di 423 m³/s, con un deficit del 46% rispetto alla media storica mensile. Situazioni analoghe riguardano i principali affluenti: il Sesia a Palestro segna un -67%, il Tanaro a Farigliano e a Montecastello e la Varaita a Polonghera si attestano attorno al -50%, così come il Toce a Candoglia.


Le risorse idriche superficiali stoccate complessivamente - in neve, invasi regolati e Lago Maggiore -  risultano inferiori alla norma del 31%, principalmente per la drastica riduzione della copertura nevosa nelle aree occidentali e settentrionali. Per la prima volta negli ultimi due anni l'indice sintetico di siccità di ARPA certifica condizioni di siccità moderata nel nord della regione. Sul fronte delle acque sotterranee i valori di soggiacenza della falda superficiale superano la media del periodo in quasi tutta la regione, con alcune aree oltre il 75° percentile.


Il 2 giugno: grandinate e danni alle colture


Il 2 giugno temporali con grandinate, previsti da ARPA Piemonte con allerta gialla, hanno interessato in successione il Torinese orientale, il Chivassese, il Vercellese, il Monferrato, l'Astigiano e l'Alessandrino, con chicchi fino a 6 centimetri e raffiche di vento prossime ai 100 km/h. I danni più significativi si sono registrati nel Monregalese: nelle aree di Farigliano, Dogliani, Piozzo e Clavesana i noccioleti hanno subito perdite rilevanti, con previsione di perdita di oltre la metà del raccolto secondo le prime stime dei tecnici agricoli


Allasia: invasi e strumenti assicurativi


Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia ha commentato la stagione sottolineando la necessità di risposte strutturali. “Non si tratta più di anomalie: è la nuova normalità. Le nostre imprese subiscono una variabilità meteorologica senza precedenti, spesso senza strumenti adeguati. L'acqua c'era quest'inverno, ma non siamo riusciti a trattenerla: la questione degli invasi non può essere ancora rinviata”, ha dichiarato Allasia, ricordando anche che le coperture assicurative oggi disponibili sono poche, costose e gravate da franchigie elevate. Allasia ha tenuto a precisare che l'agricoltura non è solo esposta ai cambiamenti climatici, ma può contribuire attivamente alla risposta: le pratiche conservative, il sequestro di carbonio nei suoli e la produzione di energia da matrici vegetali fanno delle imprese agricole soggetti attivi, un ruolo che, ha sottolineato, deve essere riconosciuto con politiche concrete.


Il quadro istituzionale


Sul versante istituzionale, il Consiglio dei ministri del 9 aprile 2026 ha nominato Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione civile, commissario straordinario nazionale per gli interventi urgenti connessi alla scarsità idrica, con mandato fino al 30 giugno 2026. La questione del rinnovo del mandato rimane aperta, in un momento in cui i primi indicatori estivi segnalano un progressivo deterioramento della situazione idrologica regionale.