POLO VITIVINICOLO DEL TRIVENETO: I CONSORZI FANNO SISTEMA
San Vito al Tagliamento consolida il proprio ruolo strategico nel sistema vitivinicolo nazionale con l’inaugurazione (il 31 gennaio scorso), presente l’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia Stefano Zannier, della nuova sede di Triveneta Certificazioni e la nascita del Polo vitivinicolo del Triveneto, una struttura che organizza in modo coordinato attività di controllo, certificazione e tutela di alcune tra le principali denominazioni italiane. Non si tratta di un semplice trasferimento logistico, ma della messa a regime di un modello operativo sviluppato nel corso di oltre un decennio, a partire dalla collaborazione tra Ceviq, Siquria e Valoritalia sulla gestione della DOC Pinot Grigio delle Venezie e dell’IGT Trevenezie.
Quella sperimentazione, avviata in una delle denominazioni più complesse e rilevanti del panorama italiano, si è progressivamente trasformata in un’infrastruttura stabile e condivisa. Oggi Triveneta Certificazioni opera in modo integrato su Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, concentrando in un unico hub la gestione dei piani di controllo, dei flussi analitici e della documentazione di filiera. L’area coperta dal Polo rappresenta circa il 30% dell’imbottigliato nazionale e oltre un terzo dell’export italiano di Pinot Grigio, confermando il peso economico e strategico del progetto.
Attorno alla piattaforma di San Vito al Tagliamento si aggregano i Consorzi DOC delle Venezie, Friuli DOC, Friuli Grave DOC e Prosecco DOC, insieme ad AssoOdc, configurando uno spazio fisico e funzionale in cui convergono certificazione, governance consortile e rappresentanza istituzionale. Il valore aggiunto dell’iniziativa risiede soprattutto nella standardizzazione dei controlli: l’architettura digitale sviluppata per il Pinot Grigio viene estesa alle altre denominazioni coinvolte, consentendo la registrazione in tempo reale delle pratiche enologiche, dei volumi certificati e delle verifiche ispettive, con criteri omogenei applicati su tre territori amministrativamente distinti.
Per le imprese vitivinicole questo approccio si traduce in procedure più coerenti tra regioni, riduzione della frammentazione documentale e maggiore chiarezza nei rapporti con gli organismi di controllo. L’adozione di un unico “linguaggio” di certificazione lungo la filiera, dal vigneto all’imbottigliamento, rafforza la tracciabilità e risponde alle crescenti richieste di trasparenza provenienti dai mercati internazionali e dalla distribuzione organizzata.
Dal punto di vista politico-istituzionale il Polo vitivinicolo del Triveneto rappresenta una scelta esplicita di cooperazione strutturata. Enti di controllo, consorzi e amministrazioni regionali individuano in San Vito al Tagliamento una cabina di regia per la qualità, la lotta alle frodi e il posizionamento competitivo delle denominazioni del Nord-Est. La città friulana, già riconosciuta come Città del Vino e Bandiera Arancione, assume così un ruolo di snodo tecnico e simbolico, con potenziali ricadute anche in termini di servizi specialistici, logistica e attrattività territoriale.
Foto: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia