RASSEGNA STAMPA – DOMENICA 8 MARZO 2026
I venti di guerra nel Golfo Persico minacciano la sicurezza alimentare globale a causa del blocco delle esportazioni di fertilizzanti attraverso lo Stretto di Hormuz. A livello nazionale il conflitto si riflette in pesanti rincari energetici, con una stangata stimata in 10 miliardi di euro per le imprese italiane e un aumento vertiginoso del costo del gasolio agricolo. Si registrano forti proteste degli agricoltori nel barese e in Piemonte contro le speculazioni sui prezzi e gli accordi internazionali.
Corriere della Sera - Stop ai fertilizzanti, si ferma l'export dalle potenze del Golfo Pane, pasta e carne: il rischio rincari (Federico Fubini) - Il conflitto nel Golfo Persico minaccia di innescare una nuova crisi alimentare mondiale. Lo Stretto di Hormuz, snodo vitale per il 14,4% del valore globale dei fertilizzanti, è diventato pericoloso e costosissimo da varcare. Al Chicago Board of Trade, il prezzo dell'urea è balzato del 26% in una settimana. Se il blocco dovesse perdurare, si prospettano rincari inevitabili per cereali, latte e carne, con la Russia pronta a sfruttare la propria posizione di leader nei fertilizzanti per acquisire nuove leve geopolitiche sulla sicurezza alimentare globale.
Il Giornale - Stangata in bolletta da 10 miliardi Ed è caro fertilizzanti (Sofia Fraschini)
- Le tensioni in Medio Oriente rischiano di costare alle imprese italiane quasi 10 miliardi di euro nel 2026 a causa dell'aumento delle bollette di luce e gas. La Lombardia risulta la regione più colpita, seguita da Emilia-Romagna e Veneto. Oltre all'energia, preoccupa il settore agricolo: l'area del Golfo Persico copre il 45% della produzione mondiale di urea. Il prezzo di questa materia prima è già salito del 30%, toccando i 600 dollari a tonnellata, con possibili ripercussioni sulla produzione alimentare e sui prezzi al consumo in Occidente.
La Gazzetta del Mezzogiorno - Il caro gasolio colpisce pure la pesca. Da domani lo stop forzato nel Barese (Antonio Galizia) - Il balzo improvviso del costo del gasolio, aumentato del 30% in Puglia, sta mettendo in ginocchio le marinerie locali. Nel Barese, circa quaranta pescherecci sono pronti a un fermo forzato da domani, poiché il prezzo del carburante è passato da 0,72 a quasi 1 euro al litro. Coldiretti Impresa Pesca Puglia lancia l'allarme sulla sostenibilità delle attività, fondamentali per l'economia regionale e l'approvvigionamento alimentare. Si teme un effetto domino sui prezzi del pesce a causa dell'inflazione galoppante.
La Gazzetta del Mezzogiorno - Sos dei produttori: «Tra fertilizzanti e gasolio la speculazione è servita» (Valentino Sgaramella) - Gli agricoltori pugliesi denunciano forti speculazioni sui derivati del petrolio, con il gasolio agricolo schizzato da 0,80 a 1,30 euro al litro in pochi giorni. Filippo Dipinto, presidente del Movimento Nazionale Agricoltura, contesta gli aumenti immediati alla pompa nonostante le scorte stoccate e propone un fondo di salvataggio basato sulle tasse versate. Il movimento valuta uno sciopero insieme a pescatori e autotrasportatori, chiedendo anche l'IVA agevolata al 4% per sostenere le aziende e contrastare la concorrenza sleale favorita dall'accordo Mercosur.
Il Sole 24 Ore - Le imprese femminili crescono per dimensione e struttura (Greta Ubbiali) - In Italia si contano 1,3 milioni di imprese femminili, un numero stabile ma caratterizzato da un rafforzamento strutturale: calano le ditte individuali e crescono le società di capitali con più addetti. Il Molise è la regione con la più alta penetrazione di donne imprenditrici (27,1%). Sebbene i settori tradizionali come istruzione e cura della persona rimangano solidi, la presenza femminile si espande in agricoltura, commercio e ristorazione. Resta critico il nodo dei finanziamenti, affrontato da programmi specifici di Invitalia.
Il Secolo XIX Basso Piemonte - Agricoltori, protesta a Roma «Difendiamo il nostro grano» (Daniela Terragni) - Una delegazione di agricoltori piemontesi ha partecipato a una protesta a Roma contro l'accordo UE-Mercosur e le importazioni selvagge che penalizzano il grano locale, valutato solo 20-21,5 euro al quintale. Gabriele Ponzano, presidente dell'associazione Agricoltori Autonomi Italiani, ha consegnato una diffida legale alla Commissione Europea chiedendo il rispetto della legge contro le vendite sottocosto. La mobilitazione, sostenuta dal coordinamento Coapi, mira a difendere l'agroalimentare italiano dal rischio di soccombere a speculazioni e crisi geopolitiche.