RASSEGNA STAMPA – MERCOLEDÌ 11 MARZO 2026

Oggi in primo piano lo stop di Bruxelles al raddoppio delle importazioni di olio tunisino, una decisione che invoca il principio di reciprocità sugli standard sanitari. L’agroalimentare lancia l'allarme per l'impennata dei costi energetici e del gasolio agricolo causata dalle tensioni in Medio Oriente, denunciando manovre speculative. Nonostante le critiche il ministro Lollobrigida celebra il record storico dell'export italiano nel 2025.

 

 

La Gazzetta del Sud - L'olio d'oliva tunisino stoppato a Bruxelles - La Commissione Europea ha respinto l'ipotesi di raddoppiare a 100 mila tonnellate il contingente di olio tunisino importato a dazio zero, accogliendo le proteste di Coldiretti e Filiera Italia. Il commissario Christophe Hansen ha ribadito la necessità della reciprocità: i prodotti esteri devono rispettare gli stessi standard ambientali e sanitari europei. La misura punta a proteggere i produttori nazionali, specialmente in regioni come la Calabria, dal dumping dei prezzi e dalle opacità di mercato.

 

Italia Oggi - Olio tunisino, l’Ue frena l’import. Ma ormai è tardi (Alberto Grimelli) - Nonostante lo stop di Bruxelles alle agevolazioni l'olio tunisino ha già invaso il mercato europeo: a fine febbraio le esportazioni avrebbero superato le 200 mila tonnellate, con un incremento del 55,7%. Secondo gli analisti, il rifiuto della Commissione arriva quando l'incentivo non è più necessario, poiché i prezzi tunisini si sono già allineati a quelli spagnoli (circa 4,2 euro/kg). Resta però centrale il tema della sicurezza alimentare e del controllo sui pesticidi.

 

Italia Oggi - Fertilizzanti. Caro energia, c’è chi specula  (Emanuele Scarci) - Le tensioni belliche in Iran hanno provocato un'esplosione dei costi per le filiere agroalimentari. Il prezzo del gas è salito a 42 euro/MWh e l'urea ha registrato rincari del 30% a causa del blocco dello stretto di Hormuz. Coldiretti denuncia un aumento sproporzionato del gasolio agricolo, passato da 0,85 a 1,25 euro al litro in una settimana, e ha presentato un esposto alle Procure per accertare eventuali speculazioni che penalizzano pesantemente i margini delle aziende.

 

La Repubblica - Agricoltori, pescatori e camionisti contro il caro gasolio - Proteste e presidi di Coldiretti hanno interessato Milano e Palermo contro l'inazione del governo di fronte ai rincari di carburanti e fertilizzanti. Trattori in piazza davanti alle sedi istituzionali per denunciare una situazione insostenibile che colpisce non solo il settore agricolo, ma anche l'autotrasporto e la pesca. Le categorie chiedono interventi urgenti per calmierare i prezzi dell'energia, che rischiano di bloccare la produzione nazionale.

 

Il Messaggero - Lollobrigida: «Export 2025 a 72,4 miliardi. E possiamo continuare a crescere» - Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, in un messaggio a LetExpo2026, ha annunciato che l'export agroalimentare italiano ha raggiunto nel 2025 il valore record di 72,4 miliardi di euro. Nonostante le incertezze globali, il Ministro si è detto fiducioso sulla possibilità di un'ulteriore espansione, sottolineando la qualità del Made in Italy come driver fondamentale per la crescita economica e per la conquista di nuove quote di mercato internazionale.

 

La Repubblica edizione di Torino - Il caporalato nelle Langhe vale 40 milioni di euro  - Un dossier di Altreconomia stima in circa 40 milioni di euro il valore del lavoro nero nei vigneti delle Langhe tra il 2023 e il 2024. L'indagine, basata sui dati dei Centri per l'impiego, evidenzia una discrepanza tra le ore necessarie alla vendemmia e i contratti regolari. Mentre il Consorzio Barolo parla di calcoli teorici, l'ex presidente Matteo Ascheri definisce il problema strutturale, proponendo di sanzionare le aziende che ricorrono a manodopera sfruttata.

 

Italia Oggi - Aumentano le giacenze in cantina  (Andrea Settefonti) - Le cantine italiane registrano volumi di giacenza tra i più alti dell'ultimo decennio, con 58,6 milioni di ettolitri di vino (+5,8% su base annua). Il Nord detiene oltre il 56% degli stock. I presidenti dei consorzi suggeriscono diverse strategie: dalla riduzione dell'Iva per stimolare il mercato interno, alla sospensione di nuovi impianti viticoli. Solo alcune denominazioni, quali il Primitivo di Manduria e il Valtènesi, non risentono del fenomeno.

 

Panorama - Franciacorta, un brindisi «Haute couture» (Chiara Risolo) - Debutto di successo per il Franciacorta a Wine Paris 2026, dove la denominazione è stata rappresentata da 30 cantine. I dati dell'Osservatorio confermano la solidità del mercato interno (87% del venduto) e una crescita dell'export del 5,3%, trainata da Svizzera, USA e Giappone. Il presidente Emanuele Rabotti ha sottolineato il percorso di maturazione del Consorzio, che conta oggi 120 produttori, celebrando un'eccellenza che coniuga qualità e responsabilità.