RASSEGNA STAMPA – VENERDÌ 24 APRILE 2026
Forte tensione sui mercati internazionali a causa della crisi nello Stretto di Hormuz, che mette a rischio le esportazioni di vino italiano per 80 milioni di euro. Svolta radicale di BF, che abbandona la chimica per puntare sulla gestione biologica. Il Piemonte affronta con cautela la crescita dei vini analcolici spinti dalla Gen Z, mentre la Lombardia celebra gli 80 anni del riso Carnaroli, tra nuove tecnologie di evoluzione assistita (Tea) e produzioni di nicchia come il sake.
Il Sole 24 Ore - Vino, 80 milioni di export a rischio per la crisi di Hormuz - L'Unione Italiana Vini lancia l'allarme per il blocco dello Stretto di Hormuz: a rischio 80 milioni di euro di esportazioni vinicole e l'arresto degli ordini in circa venti mercati. Oltre al calo dell'export, preoccupa la possibile flessione del turismo estivo e l'aumento dei costi logistici per materiali come vetro e carta. La crisi geopolitica colpisce anche le forniture di urea per l'agricoltura, i cui prezzi sono balzati del 60% in poche settimane, superando i picchi del 2022.
Il Giornale - BF abbandona la chimica e scommette sul biologico (Matilde Sperlinga) - Federico Vecchioni, AD di BF SpA, annuncia il progetto "BF Organic", che trasformerà il più grande proprietario terriero d'Italia nel principale gestore mondiale di terreni biologici. La scelta strutturale coinvolgerà oltre 7.750 ettari in Italia e le proiezioni internazionali del gruppo. Il piano prevede la sostituzione della chimica tradizionale con biostimolanti e concimi organici. L'obiettivo è spostare l'asse del business dal volume al valore, proteggendo il Made in Italy dalla volatilità dei mercati globali.
Il Corriere Torino - Oli vegetali tra salute, geografia e sostenibilità (Guido Saracco) - Un'analisi comparativa degli oli vegetali evidenzia come quelli ricchi di grassi insaturi (oliva, colza, soia) siano preferibili per la salute rispetto a palma e burro. L'olio di palma, pur avendo rese altissime (4,02 t/ha), presenta criticità climatiche legate alla deforestazione che annullano i vantaggi agronomici. Sul fronte delle emissioni, l'olio di colza risulta il più virtuoso con 3,8 kg di CO2 equivalente per litro, contro i 5,4 dell'oliva e i 12,1 del burro. La scelta dei grassi deve dunque bilanciare nutrizione, geografia e impatto ambientale.
La Repubblica Torino - Il Piemonte scopre i vini analcolici (Cristina Palazzo Cristina) - Il mercato dei vini "NoLo" (No e Low alcol) è in forte crescita in Europa, spinto dalla Generazione Z e da motivi salutistici. In Italia il settore potrebbe passare da 3,3 a 15 milioni di euro in quattro anni. Nonostante lo scetticismo dei puristi legati alle Doc/Docg e alla tradizione , in Piemonte nascono progetti come "Devino" per formare gli operatori sulle tecnologie di dealcolazione. Il territorio risponde puntando anche sulla valorizzazione di vini naturalmente leggeri come l'Asti e il Moscato d'Asti.
La Repubblica Torino - Bosca: "In America è già tendenza, ma anche l'Italia si muove" (Valentina Dirindin) - Pia Bosca, AD della storica cantina di Canelli, racconta la sfida dei vini dealcolati, prodotti in azienda dall'anno scorso grazie alle nuove norme italiane. Sebbene i numeri in Italia siano ancora ridotti, i mercati esteri (USA, Russia, Israele) mostrano grande interesse. La sfida futura è triplice: ampliare il mercato nazionale, migliorare ulteriormente la qualità e abbattere i costi esorbitanti degli impianti di dealcolazione, che attualmente richiedono investimenti superiori al milione di euro.
Il Sole 24 Ore Lombardia - Dai chicchi modificati con le Tea al sake, le risorse del Carnaroli (Maria Teresa Manuelli) - Il riso Carnaroli festeggia 80 anni tra sfide di mercato e innovazione tecnologica. Se da un lato le quotazioni all'origine sono quasi dimezzate per la concorrenza asiatica , dall'altro la ricerca avanza con il progetto "RIS8imo": la prima sperimentazione in campo aperto di riso ottenuto con Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) per resistere alle malattie senza inserire DNA esterno. Tra le nuove frontiere spicca anche la produzione di sake lombardo ottenuto tramite fermentazione di riso Carnaroli pavese.