RASSEGNA STAMPA LUNEDÌ 16 MARZO 2026

L'agroalimentare italiano si conferma un settore "glocal" e strategico, con un export che nel 2025 è cresciuto del 4,3%. Tuttavia, il settore agricolo affronta gravi criticità legate alle tensioni in Medio Oriente, che hanno causato un rincaro del 30% per i fertilizzanti e un aumento dei costi di gasolio ed energia. Particolarmente critica è la situazione del riso in Piemonte, con prezzi dimezzati a causa della concorrenza asiatica a "dazio zero". Anche il lattiero-caseario soffre per quotazioni alla stalla inferiori ai costi di produzione. Tra le risposte del settore emergono l'innovazione digitale per la viticoltura a Torino e nuove opportunità finanziarie come la cartolarizzazione dei beni di magazzino.

 

QN Economia - Agroalimentare italiano «Sempre più glocal»  - Il cibo Made in Italy rafforza la sua presenza internazionale pur restando ancorato alle tradizioni locali. Secondo Confartigianato Alimentazione il settore conta oltre 64.000 imprese artigiane. Nel 2025 l'export è cresciuto del 4,3%, pesando per il 3% del Pil nazionale. Nonostante il successo di prodotti DOP e IGP, le imprese faticano a trovare personale qualificato: nel 2025 il 38,6% delle posizioni è risultato di difficile reperimento, quota che sale al 43,3% nell'artigianato.

La Repubblica Affari & Finanza - Dalle mele all'alluminio il made in Italy paga il conto del conflitto (Rosaria Amato) - Il conflitto in Medio Oriente minaccia l'export italiano verso i Paesi del Golfo, un'area finora considerata dinamica e a basso rischio. Il possibile blocco dello Stretto di Hormuz complica le forniture di materie prime critiche e alluminio. In agricoltura, l'impatto è immediato con il rincaro dei fertilizzanti, schizzati del 30%. Nonostante le tensioni, Sace mantiene prospettive positive nel medio-lungo periodo, a patto che non si verifichi una chiusura prolungata delle rotte marittime.

L'Economia del Corriere Nord Ovest - Il riso è in crisi nera prezzi dimezzati e incubo dazi zero (Floriana Rullo) - La risicoltura piemontese è in emergenza per il crollo dei prezzi, scesi sotto i 300 euro a tonnellata per le varietà Indica e Lungo A. L'Ente Risi denuncia una concorrenza sleale dal Sud Est asiatico favorita dal regime "dazio zero". Mentre i ricavi crollano fino al 40%, i costi di produzione per fertilizzanti ed energia sono aumentati del 70%. La filiera chiede all'Ue l'attivazione della clausola di salvaguardia e il rispetto della reciprocità sugli standard sanitari e ambientali.

La Repubblica Affari & Finanza - Vini e formaggi a garanzia degli investitori (Raffaele Ricciardi) - Una norma della legge annuale sulle Pmi permette alle aziende di utilizzare i prodotti in magazzino per ottenere liquidità extra-bancaria tramite le cartolarizzazioni. Beni come prosciutti, formaggi e vini a lunga stagionatura possono essere posti a garanzia per investitori della finanza strutturata. Questo strumento, chiamato "destocking", consente di monetizzare asset immobilizzati, migliorando i ratios patrimoniali e ottimizzando il capitale circolante delle imprese.

La Repubblica Torino - La vigna diventa digitale Torino vara la piattaforma per difendersi dal meteo (Massimiliano Sciullo) - Nasce a Torino "Clima e vite", una piattaforma digitale gratuita per assistere i viticoltori contro gli effetti del cambiamento climatico. Il portale analizza 14 rischi climatici e fornisce oltre cento misure di adattamento. La viticoltura torinese ha subito cali produttivi significativi negli ultimi anni (-12% nel 2023) e un'accelerazione della maturazione delle uve. L'iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio, punta a espandersi in tutto il Piemonte.

La Sentinella del Canavese - Latte, prezzi sotto i costi stop alle speculazioni - Coldiretti Piemonte lancia l'allarme per il settore lattiero-caseario: i prezzi riconosciuti agli allevatori non coprono i costi di produzione. Con costi stimati da Ismea a 50 centesimi al litro, le aziende lavorano senza margini, schiacciate dai rincari di energia e mangimi. L'instabilità internazionale legata al Medio Oriente aggrava il quadro. L'associazione chiede la fine delle speculazioni da parte dei caseifici per garantire la tenuta economica delle stalle.

La Stampa edizione di Torino - Davide contro Golia  (Giulia Ricci) - In Val Pellice l'allevatore Alberto Tomio ha costruito autonomamente una centrale idroelettrica sul torrente Lioussa per salvare la propria terra dalla cementificazione di progetti industriali invasivi. Nonostante pressioni legali e minacce, l'impianto è oggi uno dei più produttivi d'Italia e alimenta anche un sistema irriguo gratuito per 36 ettari di castagneti e prati a valle. Una scelta di resistenza ambientale che garantisce energia al valore reale di mercato senza incentivi.

La Verita' - Con i rincari ci convertiremo al bio (Carlo Cambi) - Fabio Brescacin, fondatore di NaturaSì, sostiene che l'agricoltura biologica diventerà più competitiva grazie alla stabilità dei prezzi rispetto ai rincari dei fertilizzanti chimici usati nel convenzionale. Con un fatturato di circa mezzo miliardo di euro, il gruppo promuove il "giusto prezzo" che remunera anche i servizi ecosistemici svolti dai contadini. Brescacin contesta la visione dell'Ue che vede l'agricoltura come nemica dell'ambiente, sottolineando la capacità del bio di sequestrare Co2.