RISO, FILIERA IN PIAZZA A VERCELLI: LISTINI NON QUOTATI E RICHIESTA DI TUTELE ALL’UE

Vercelli è tornata al centro del confronto nazionale sul futuro della risicoltura italiana. In coincidenza con il tradizionale giorno di mercato, ieri la filiera del riso si è mobilitata in piazza Zumaglini, di fronte alla Borsa Merci, per chiedere all’Unione Europea interventi concreti a tutela di un comparto in forte difficoltà per l’aumento delle importazioni a dazio agevolato e squilibri competitivi sempre più evidenti.

 

La manifestazione, promossa da Confagricoltura Vercelli e Biella, ha coinvolto circa 500 agricoltori e operatori provenienti dalle principali aree risicole del quadrante del Nord Ovest – Vercelli, Novara, Biella, Pavia e Alessandria – insieme ai rappresentanti dell’industria di trasformazione. Sul palco, insieme ai presidenti di Confagricoltura di Vercelli e Biella Benedetto Coppo, di Novara-VCO Giovanni Chiò, di Alessandria Paola Sacco e di Pavia Marta Sempio, anche la presidente dell’Ente Risi Natalia Bobba e  dell’associazione delle industrie risicole (Airi) Mario Francese. Una partecipazione ampia, a conferma di una crisi che non riguarda solo la produzione primaria, ma l’intera filiera.

 

La scelta della data ha avuto un forte valore simbolico. Il presidio si è svolto negli orari di apertura della Borsa Merci di Vercelli, principale riferimento nazionale per la formazione dei prezzi del risone e sede delle rilevazioni ufficiali della Camera di Commercio. E ieri la Borsa Merci non ha emesso il listino del risone: per tutte le voci risulta “non quotato”, segnale di un mercato bloccato, privo delle condizioni minime per consentire l’incontro tra domanda e offerta.

 

Secondo il presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella, Benedetto Coppo l’attuale assetto del mercato è profondamente alterato e le misure proposte dall’Unione Europea non sono in grado di incidere sui flussi di importazione. La clausola di salvaguardia viene giudicata inefficace e priva di reali effetti riequilibratori. Coppo ha ribadito come le importazioni dal Sud-Est asiatico, cui si sommano le incertezze legate agli accordi commerciali internazionali, continuino a esercitare una pressione significativa sui prezzi, in un contesto già segnato da costi di produzione elevati.

 

Sul piano territoriale sono intervenuti anche Giovanni Chiò, presidente di Confagricoltura Novara VCO, e Paola Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria. Entrambi hanno sottolineato il ruolo strategico della risicoltura per economie locali fortemente specializzate, evidenziando come la perdita di redditività stia mettendo a rischio la tenuta economica, ambientale e sociale di ampie aree rurali.

 

Particolarmente netta la posizione della presidente di Confagricoltura Pavia, Marta Sempio, che ha richiamato il principio di reciprocità nelle regole di produzione: l’agricoltura europea è chiamata a rispettare standard ambientali e sanitari sempre più stringenti, mentre sul mercato comunitario continuano ad arrivare prodotti ottenuti con sostanze non autorizzate nell’UE. Una situazione che, secondo Sempio, richiede una revisione delle politiche commerciali, a partire dall’aggiornamento dei dazi, fermi da oltre vent’anni a 175 euro per tonnellata, e dal rafforzamento dei controlli alle frontiere.

  

La mancata quotazione del risone nel giorno simbolo del mercato vercellese restituisce l’immagine di una filiera in stallo. Una crisi che, come emerso chiaramente dalla piazza, non è più congiunturale ma strutturale e che richiede un cambio di passo deciso nelle politiche europee a tutela della risicoltura italiana ed europea.