SALAME FELINO, IL FATTURATO DELL’IGP ARRIVA A 90 MILIONI



Ai consumatori piace sempre più comprare il salame preaffettato in vaschetta. Lo rivelano i dati diffusi dal Consorzio di tutela del Felino IGP: rispetto al periodo del pre-Covid le vendite in questo comparto sono aumentate del 10% e nell’ultimo anno la crescita è stata del 2%, pari a una produzione di 575mila chilogrammi, un dato inferiore solo agli oltre 600mila del 2022.

 

Il comparto nel 2025 ha così rappresentato il 16% dell’intero prodotto certificato. L’approvazione dei dati economici degli ultimi 12 mesi del Consorzio rivelano che la flessione dei consumi legata al calo del potere d’acquisto non ha scalfito il fatturato al consumo del Felino IGP, prodotto in tutta la provincia di Parma: 90 milioni di euro, in lieve aumento rispetto agli 89 del 2024. In leggera crescita anche i valori produttivi: a fronte di 5,3 milioni di chilogrammi di carne lavorata, 3,6 sono stati destinati al prodotto certificato (+1,3%), numeri che portano il totale alla produzione a 46 milioni di euro.

 

Buone anche le performance dell’export, stabile al 5% delle vendite totali dopo la crescita del 2024 (+2,5% sul 2023): sono stati oltre 140mila i chili di Salame Felino Igp esportati di cui il 79% nei paesi europei con la Germania come principale mercato, seguita da Austria e Belgio.


“Considerando le condizioni socio-economiche dell’Italia caratterizzate da un minor potere di acquisto, siamo molto soddisfatti di aver chiuso il 2025 con una leggera crescita a testimonianza dell’apprezzamento per il Salame Felino Igp – commenta Umberto Boschi, presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino Igp - E il trend del preaffettato, in costante aumento, testimonia la versatilità di questo prodotto di eccellenza. Confidiamo che i prezzi della materia prima possano rimanere stabili come è accaduto nel 2025, dopo anni di crescita costante, senza ulteriori problematiche legate alla Peste Suina Africana, soprattutto nell’ottica di penetrare maggiormente nei mercati esteri”.